Pasqua: covid, inflazione e guerra inducono gli italiani a risparmiare di più e a viaggiare meno

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VIAGGI DEGLI ITALIANI IN ITALIA E ALL’ESTERO

“Le aspettative di quest’anno sono crollate davanti al caro-benzina, al caro-bollette, al caro-energia, caro-container, conseguenze indirette anche del conflitto Russia-Ucraina”, così spiega la situazione Federica Angeli di Repubblica.
Il rincaro dei prezzi di energia e carburante che hanno successivamente avuto conseguenze su molti altri settori, ha messo alle strette molti italiani che hanno preferito tagliare le spese sulle vacanze.

Secondo Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confersercenti (federazione sindacale italiana che aggrega alcune imprese operanti nel settore del turismo), un italiano su tre ha deciso di tagliare sui week end fuori porta. Le prenotazioni in hotel hanno infatti registrato un declino del 30% nelle prenotazioni, arrivando a meno della metà di quelle registrate nel 2019.

Secondo Federalberghi, la principale organizzazione imprenditoriale del settore turistico-ricettivo in Italia, saranno circa 14 milioni gli italiani ad intraprendere un viaggio, e le mete più favorite per chi resterà in Italia saranno il mare, seguito dalle città d’arte e dalla montagna. Il 95% degli italiani ha preferito restare in Italia per quest’anno, con uno su tre che resterà addirittura all’interno della propria regione di residenza, questo secondo l’indagine condotta da Coldiretti/Ixé.

I lunghi periodi di lockdown hanno reso le scampagnate e i picnic un bisogno necessario e l’alternativa perfetta per non gravare sul bilancio familiare. Secondo Sardegnagol, questa Pasqua potrebbe rappresentare una boccata di ossigeno anche per le strutture di accoglienza, a partire dagli agriturismi.

 

IL 2022 REGISTRA UNA LEGGERA RIPRESA PER IL TURISMO

A rallentare non è solo il turismo Italiano ma anche quello straniero, soprattutto a causa del conflitto Russia-Ucraina. Sia Vittorio Messina che Federalberghi sostengono che ad essere sempre meno sono le prenotazioni e i viaggi intrapresi da parte dell’Europa Orientale e quella del baltico oltre che da parte della Russia, la Cina, la Corea, Il Giappone e gli Stati Uniti.

Ansa però ci concede un sospiro di sollievo, sostenendo che si avrà un leggero recupero della domanda estera, con oltre 1,2 milioni di pernottamenti stimati (il 26% del totale), per lo più richiesti da europei e britannici. Il numero è di gran lunga più piccolo di fronte a quello registrato a Pasqua 2019 (6,1 milioni) ma è sicuramente maggiore degli zeri registrati durante gli anni di pandemia.

 

A RIMETTERCI NON SONO SOLO I TURISTI, MA SOPRATTUTTO GLI ALBERGATORI

A soffrire maggiormente di questo calo di prenotazioni sono soprattutto gli albergatori che rivelano un aumento delle bollette del 400% se non addirittura del 600%. Confcommercio ha infatti registrato una triplicazione della bolletta di un hotel a cinque stelle dal 2021 ad ora.

È chiaro quindi che questa Pasqua coinvolgerà meno persone, ma come dice Pier Ezhaya, presidente di Astoi Confindustria Viaggi (Associazione di Categoria dei Tour Operator aderente a Confindustria): “I timori per la guerra stanno fermando la domanda a medio termine sull’estate perché è chiaro che di fronte a un evento di questo tipo c’è un momento di stordimento e di attesa da parte dei clienti che determina uno scivolamento in avanti della domanda e una tendenza alla prenotazione “last second”.

Pasqua però tutto sommato sta andando abbastanza bene mentre per l’estate troviamo una certa “lentezza” ma noi pensiamo che la voglia di partire avrà il sopravvento alla fine. L’apertura di tutte le destinazioni, che per ben due anni ci sono state precluse, qualche germoglio lo sta dando e lo darà”.

 

Emanuela Affatato, 15 aprile 2022

 

 

 

 

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