Ci ha lasciato una vera regina. Sic transit gloria mundi

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Non so se è successo anche a voi ma la dipartita di Sua Maestà la Regina Elisabetta mi ha provocato emozione e tristezza.

Chissà perché? Forse anche noi in fondo aneliamo a dei punti di riferimento stabili ed autorevoli e anche se la Regina aveva poco a che fare con il nostro Paese, ne sentivamo l’influenza benefica, come la corrente del golfo. Sarebbe bello ora, non sprecare un’altra morte eccellente con le solite sdolcinate considerazioni, gli epitaffi stucchevoli, i coccodrilli precucinati già anni fa e francamenti indigesti. Dovrebbe anche astenersi per favore, chi tentato dai 3 minuti di gloria, è già tentato di dirne tutto il male possibile. Mi piacerebbe invece ascoltare qualche riflessione da “vecchio parroco” sulla vita e sulla sua caducità.

Sic transit gloria mundi, dicevano i latini, così passa la gloria del mondo. Se approfittassimo della dipartita di questa tenace e potentissima vecchietta, per qualche riflessione in più, mi rendo conto, assolutamente lontana dal sentiment di influencer e ticktoker della prima e dell’ultima ora, forse potremmo guardarci intorno con occhi diversi.In queste ore abbiamo scoperto che muoiono anche le regine immortali.

Non importa quanto potere o quanta ricchezza, possa aver avuto a disposizione. Nulla, proprio nulla ha potuto quando la morte ha bussato alla sua porta. Non è servito neanche ricevere con lo stremo delle forze, la nuova Primo Ministro, forse con un estremo tentativo di farsi dimenticare dalla nera signora.

Nessuno vuole morire, dicceva Steve Jobs agli studenti di Stanford, ma la morte è la più straordinaria invenzione della vita. Se questa consapevolezza ci sfiora anche solo per un attimo, proviamo a guardare con occhi nuovi quello che accade nel mondo: la guerra di Putin, l’aggressività di Xi Jinping, e più vicino a noi i nostri che si insultano per un posto in parlamento, ormai prezioso.

Non vi appaiono tutti, piccoli e grandi, formichine che si agitano intorno al formicaio? Tutti che si concentrano su quel piccolo frammento che è la loro vita, dimentichi che la grandezza del genere umano è nella continua staffetta fra una generazione e l’altra, cercandodi passare un testimone al meglio a quelli che verranno.

Non vi preoccupate è un pensiero che dura  solo un attimo, poi torneremo ad occuparci di bollette, di reddito di cittadinanza e di quanto sono aumentati gli aperitivi, dove non danno più gli stuzzichini abbondanti come una volta. E al prossimo Savonarola che vi ricorda l’infausto giorno, potete sempre rispondere come Troisi: “Aspetta che me lo segno!”

Giuseppe Mascitelli, 10 settembre 2022

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