Non sarà certo grave come Hormuz al punto che anche solo paragonarlo pare una bestemmia. Ma per un Paese come l’Italia che esporta nell’Unione europea il 60% dei suoi prodotti finiti o comunque della componentistica per altre industrie europee, il segnale che scaturirà dal Brennero e dalla principale via di collegamento autostradale (in attesa del treno) fra Italia e Centro Europa, sarà a tutti gli effetti non solo un campanello d’allarme, ma una prova di disastro annunciato: il blocco progressivo delle principali connessioni fra l’Italia e il resto dell’Europa. Il tutto nel silenzio e nella disattenzione eufemisticamente colpevole, delle Autorità.
Ma cosa succederà di tanto grave il 30 di giugno? Una manifestazione ambientalista sul versante austriaco provocherà il blocco totale del traffico sull’Autobrennero; il traffico sarà deviato per Tarvisio e Salisburgo. Invece dei 380 chilometri che separano Verona da Rosenheim in Baviera, serviranno 480 chilometri in una giornaae (e c’è già chi preconizza un bis per la giornata successiva) che sarà di paralisi totale per il traffico diretto verso l’Austria e la raccomandazione tassativa della società Autobrennero, che gestisce l’A22, di evitare i viaggi in autostrada a nord di Trento, sabato 30 maggio in occasione di una manifestazione di protesta in Tirolo, che comporterà l’interdizione completa di ogni tipo di traffico veicolare dalle ore 11 alle ore 19, sia sull’autostrada austriaca A13 che sulla strada statale B182.
Per i veicoli commerciali di peso superiore alle 7,5 tonnellate lo stop in territorio austriaco scatterà già dalle ore 7. Di conseguenza, d’intesa con la Prefettura, l’Autostrada del Brennero chiuderà il tratto tra la barriera di Vipiteno e il confine di Stato ai mezzi pesanti (sopra le 7,5 t) a partire dalle 7:00 del mattino.
I tir saranno stoccati nel parcheggio del Sadobre fino a esaurimento stalli e, successivamente, fatti ridiscendere in direzione sud.
La restrizione diventerà totale a partire dalle ore 10:30, quando la chiusura del tratto autostradale sarà estesa a tutti i veicoli diretti a nord, con l’uscita obbligatoria stabilita alla stazione di Vipiteno. Considerato l’elevato rischio di code chilometriche, Autobrennero avverte che l’uscita obbligatoria potrebbe essere anticipata alle stazioni precedenti (come Bressanone o Chiusa) in base all’evoluzione del traffico. La circolazione in direzione sud (dal Brennero a Modena) rimarrà invece del tutto regolare e priva di limitazioni.
Alla luce di questo scenario critico, la Società consiglia caldamente agli automobilisti di limitare al minimo indispensabile gli spostamenti a nord di Trento per l’intera giornata del 30 maggio. Per chi avesse l’assoluta necessità di attraversare il confine italo-austriaco in quella data, il suggerimento ufficiale è di deviare l’itinerario e transitare attraverso il valico di Tarvisio.
Al di là delle valutazioni su ambientalisti e antagonisti e sulla liceità di queste proteste in un momento in cui l’economia europea viaggi sulla lama di un rasoio, con una crisi energetica incombente, il Brennero potrebbe esser solo la punta dell’iceberg.
Lo stato d’allerta dal confine Italia-Austria già sotto i riflettori per i contingentamenti di mezzi pesanti decisi nei mesi scorsi dal governo di Vienna, si sposterà inevitabilmente verso occidente: già in questi giorni le Autorità federali svizzere hanno invitato automobilisti e specialmente autotrasportatori a spostare a cadenzare le loro partenze. La previsione è di un blocco dell’autostrada del Gottardo che nelle ore di punta potrebbe scontare più di dieci ore di attesa all’imboccatura sud (direzione Zurigo) e nord (direzione Lugano e confine con l’Italia). Anche se di recente è stato riaperto al traffico il valico del Gottardo, di questa via alternativa non potranno certo usufruire i mezzi pesanti. E lo stesso vale certo per i passi di Furka, Novena, Lucomagno e San Bernardino.
Dulcis in fundo, il Traforo del Monte Bianco, che in questo periodo sarà falcidiato da chiusure notturne, dalle 19 alle 6 del giorno successivo, che si prolungheranno per tutto il mese di giugno dalle 22 alle 6.
Escluso per ora il fermo dell’autotrasporto, il Paese (e il Governo) dovranno inevitabilmente fare i conti con un problema ben più globale e quindi con una situazione in grado di mettere in ginocchio l’intera economia produttiva italiana, concretizzando (forse in attesa di un insperato aito dagli elefanti di Annibale) il peggiore incubo: il blocco delle Alpi.
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Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


