LinkedIn, ma quanto sei cambiato?

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Nato nel 2003, fino al 2018 circa, LinkedIn, con 800 milioni di iscritti in tutto il mondo e 16 milioni solo in Italia, è stata una piattaforma gratuita creata per stringere contatti professionali, curare il proprio curriculum e cercare lavoro. E infatti lo aprivamo raramente, solo per aggiornare il curriculum, per cercare nuove opportunità lavorative in modo attivo, o per accettare le richieste di connessione di persone incontrate “sul posto di lavoro”, per così dire. Di certo non era uno spazio digitale per creare contenuti originali o cercare di accumulare follower.

La piattaforma in questi anni è cambiata molto, sia per quanto riguarda l’interfaccia, ora più semplice e comprensibile, sia per le funzioni e il posizionamento. Poi, a partire dal 2021, quando è stata introdotta la “creator mode”, LinkedIn è cambiato ulteriormente. La homepage ha cominciato a riempirsi non solo di annunci di amici e conoscenti che hanno trovato/iniziato un nuovo lavoro, ma anche di tantissimi post motivazionali su vari temi, di solito attinenti al miglioramento di sé.

I LinkedInfluencer

A pubblicare questo genere di contenuti sono i cosiddetti “LinkedInfluencer”, persone intente a costruire una propria riconoscibilità e visibilità sulla piattaforma sia per ottenere nuovi clienti e offerte di lavoro sia per monetizzare direttamente il fatto di essere famosi su LinkedIn, come fanno gli influencer su Instagram, Facebook o TikTok.

Alcuni pubblicano suggerimenti per far crescere velocemente una startup, altri postano frasi motivazionali o consigli di vita (lavorativa?) affinché vengano condivisi da migliaia di persone. Il risultato? Spesso sono post individualisti e retorici che sponsorizzano il raggiungimento di soldi e successo. Ma non è finita qua: i post dei LinkedInfluencer sono diventati talmente prevedibili che è stato creato un sito che genera automaticamente degli esempi potenzialmente virali. E su Twitter c’è anche @StateOfLinkedin, un profilo che raccoglie gli screenshot delle cose più assurde trovate su LinkedIn.

Eppure ci sono creator che stanno facendo tanti soldi grazie ai loro post, influencer che guadagnano centinaia di migliaia di euro all’anno insegnando ad altre persone a ottimizzare il loro profilo LinkedIn. Per diventare famosi, poi, non è necessario pubblicare molti contenuti: alcuni vengono seguiti per la loro capacità di scegliere contenuti altrui interessanti e condividerli. Ed esistono, come sulle altre piattaforme, gruppi di influencer che si mettono d’accordo per interagire tra loro per aumentarne la visibilità. Tuttavia, appaiono, naturalmente, anche discussioni costruttive sulla realtà del lavoro: sul modo in cui lavorare da remoto ha migliorato l’equilibrio tra lavoro e tempo libero, oppure delle difficoltà di essere madri lavoratrici.

Il fenomeno dei LinkedInfluencer è direttamente incoraggiato dall’azienda, che da anni mira a

essere percepita come un social network vero, ecco perché ha anche assunto dei dipendenti con il ruolo di “creator manager” che aiutano gli influencer a costruire il proprio pubblico. Una delle principali fonti di reddito per questi influencer è la condivisione di consigli e guide per diventare LinkedInfluencer. Secondo l’azienda, 13 milioni di utenti usano LinkedIn in “modalità creator”, ovvero attivando gratuitamente una serie di funzioni che permettono di raggiungere un’audience più ampia.

Il futuro di LinkedIn

Il concetto di rete è sempre stato fondamentale e si è fatto sempre più strada: non dimentichiamo che è centrale il ruolo di LinkedIn come piattaforma in grado di connettere i professionisti, far raccontare la loro storia, il tutto mantenendo un livello di qualità dei post e delle informazioni che circolano tra i vari utenti e le pagine.

“LinkedIn sarà sempre più una piattaforma inclusiva, da tutti i punti di vista, sarà più facile per tutti imparare, ma anche comunicare le proprie competenze e farle crescere in questo mondo del lavoro che cambia, un progetto inaugurato da poco riguarda il benessere delle persone in ufficio. LinkedIn diventa anche sempre più importante per i giovani, i lavoratori di domani, portiamo avanti delle collaborazioni con le università”, dichiara Marcello Albergoni, country manager di LinkedIn Italia.

L’aspirazione di questo network è sempre stata quello di portare sul digitale la totalità dell’economia reale e di tutti i suoi soggetti, ecco perché ha iniziato a far leva su alcune parole chiave del mondo del lavoro nell’era del digitale: cambiamento, inclusività, benessere, formazione continua e una grande apertura ai giovani.

Umberto Macchi, 8 maggio 2023

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