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20.000 km di container in coda fra la Cina e il Nord Europa

Congestionati tutti i principali porti del mondo: 3,4 milioni di scatoloni con 85 milioni di tonnellate bloccati a bordo delle navi

Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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3,4 milioni di container, il che significa a spanne 85 milioni di tonnellate di prodotti gran parte pronti al consumo. Una cosa virtuale di 20.000 chilometri di scatoloni, bloccati a bordo delle navi in attesa per giorni della luce verde per entrare in port ed effettuare le operazioni di sbarco e imbarco dai porti cinesi a quelli del Nord Europa.

Con circa l’11% della flotta mondiale di navi portacontainer in attesa in rada, e con noli attestati su livelli altissimi, il mercato dei trasporti container soffre di uno dei peggiori congestionamenti portuali degli ultimi quattro anni.

La causa: una sola. L’escalation nelle esportazioni verso l’Europa delle merci prodotte in Estremo Oriente e in particolare in Cina.

Secondo la società di consulenza Linerlytica, i circa 3,4 milioni di TEU (unità equivalenti a container da 20 piedi) bloccati in coda tra Asia ed Europa, creando un collo di bottiglia che renderà inevitabile una crescita record dei noli.

La congestione è particolarmente grave a Shanghai, il porto container più trafficato del mondo, dove la forte domanda di esportazioni di pannelli solari, unita all’anticipo della stagione di punta, ha portato i tempi di attesa delle navi a circa tre giorni e i tempi di permanenza dei container in porto a tre-quattro giorni.

Al secondo posto nella classifica dei porti più congestionati del si colloca  Taiwan la congestione nei terminal di Taipei e Keelung .

Nhava Sheva, in India, è tra i porti più colpiti. E la situazione  continua a peggiorare a causa dell’accumulo di navi, dei ritardi ferroviari, della carenza di camion e della saturazione dei piazzali.

In Europa, Il “grande tappo” riguarda il porto di Anversa seguito da Amburgo. A Rotterdam, inoltre, un’ondata di caldo ha aggravato la situazione, causando interruzioni temporanee delle attività terminalistiche e perdite di produttività che dovrebbero provocare ulteriori ritardi e disservizi nella programmazione delle navi.

Secondo il report di Linerlytica all’inizio di luglio, l’indice Shanghai Containerised Freight Index relativo alla tratta Shanghai–Nord Europa è aumentato del 3% rispetto alla settimana precedente, raggiungendo 3.158 dollari per TEU, con i vettori che puntano ora a tariffe fino a 5.000 dollari per container da 40 piedi su alcune rotte.

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