MSC asso pigliatutto Ora tocca a cantieri e rimorchiatori

Il colosso dei containers (e delle crociere) pronto a sbarcare nella costruzione navale, in Romania. Per intanto entra con il 50& nella holding spagnola del rimorchio portuale

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msc porto di livorno

Con una liquidità alimentata da un nuovo boom dei noli (più del 40% negli ultimi sei mesi) frutto, positivo per gli armatori, della crisi in Mar Rosso e delle incertezze geopolitiche, la MSC di Gianluigi Aponte, numero uno nel ranking delle compagnie container, può permettersi il lusso di continuare e accelerare il suo shopping, nel settore della logistica, dei porti, dei trasporti…e non solo.

Anche se mancano le conferme ufficiali sembrano ormai prossime alla chiusura due operazioni, una in Romania e l’altra in Spagna, che consentiranno al colosso ginevrino dello shipping container (e delle crociere) di costruirsi da solo le navi (acquisendo un cantiere rumeno) e di diventare leader assoluto delle attività di rimorchio delle navi (fattore strategico non da poco visto che ciò comporta per gli armatori concorrenti una dipendenza inevitabile dai servizi erogati da MSC).

E mentre in Italia viene data per imminente l’acquisizione (tramite concessione) di un altro terminal passeggeri nel porto di Bari, a fare sensazione è l’interessamento (come detto, tutto da confermare) per l’acquisizione dei cantieri navali Damen Mangalia, in Romania. Posseduti sino al 2018 dalla sudcoreana Daewoo nel 2018, i cantieri sono oggi sotto il controllo diretto dello Stato rumeno dallo stato rumeno in partnership con Damen al 49%, ansioso a quanto pare di liberarsi della sua partecipazione.

Apparentemente i cantieri rumeni non sono un grande affare e in passato hanno dato scarsa prova di efficienza, ma se l’operazione viene inquadrata nel diktat di Trump contro le navi made in China, potrebbe assumere un significato differente.  Quel significato che i cantieri dell’Europa occidentale, italiani compresi, stentano a capire continuando a concentrarsi su navi da crociera e militare, quando potrebbero aprirsi spazi insperati in altre nicchie di navi specializzate.

E più che all’attività di riparazione (per altro oggetto di un accordo in essere con una controparte turca) il mirino di MSC parrebbe concentrarsi sulla costruzione navale (navi da crociera, navi traghetto, navi specializzate e rimorchiatori).

Seconda operazione ormai in dirittura d’arrivo l’acquisizione del 50% della più grande holding del rimorchio portuale, la spagnola Boluda, dentro alla quale MSC fa confluire tutte le sue attività di rimorchio (in Italia è pressochè monopolista dopo l’acquisto della Rimorchiatori Riuniti di Genova) ovvero 200 mezzi per un valore di quasi 800 milioni di Euro comprendendo l’avviamento dell’attività. L’operazione, da un lato, concretizza la leadership globale del gruppo spagnolo, che con MSC sbarca a Singapore e in Malesia; dall’altro consente a Msc di  acquisire un ruolo strategico mondiale per un servizio che tutti i suoi concorrenti devono comunque utilizzare. Una logica analoga a quella che portò anni addietro NSC ad acquisire Bollorè logistic Africa, e con questo colosso logistico, anche il controllo delle Dogane di alcune decine di Paesi africani.

Oltre alle attività a Singapore e in Malesia, Medtug apre a Boluda le porte del rimorchio portuale in Italia, a Malta (La Valletta e Marsaxlokk), in Norvegia (Floro), Grecia (Pireo, Salonicco e Kavala) e Colombia (Santa Marta).

Nel grande shopping in atto, ieri solo una acquisizione è tornata in discussione: quella strategica dei porti alle imboccature di Panama, oggetto del negoziato Usa-Cina.

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