
Tutti i riflettori sono puntati sul Golfo persico e sull’inevitabile black out indotto nei traffici di gas e petrolio, ma anche di container non solo nelle aree interessate dal conflitto, ma anche sulla rotta strategica più importante, quella che collega Europa con l’Estremo Oriente e con una Cina che teme di dover fare i conti in tempi brevi con un inaridimento delle sue fonti di approvvigionamento energetico. Ma dall’ombra emerge con prepotenza e a sorpresa un nuovo protagonista del commercio mondiale in container: l’Africa.
I dati resi noti in queste ore da alcuni fra i principali Centri di ricerca sul commercio mondiale via mare testimoniano in modo unanime e inequivocabile di una crescita record dei volumi e nel numero dei container in tutti i porti del continente africano. Difficile affermare se questa crescita dipenda in gran parte dal riposizionamento di container vuoti, ma di certo si assiste in modo sempre meno timido a uno sviluppo dei traffici transafricani, ma anche e specialmente fra Africa e Asia.
Secondo gli ultimi dati di Container Trade Statistics (CTS) relativi ai carichi imbarcati a gennaio una delle principali tendenze evidenziatesi dello scorso anno non accenna a rallentare: l’Africa sta diventando sempre più una forza con cui fare i conti sulla mappa globale del trasporto marittimo di linea.
Le quattro rotte commerciali container monitorate da CTS E riproposte dal magazine Splash) con i tassi di crescita più elevati sono tutte legate all’Africa. Ulteriori analisi della società di consulenza Sea-Intelligence mostrano inoltre come l’Africa sia in cima alle classifiche per la crescita anno su anno a gennaio, sia per le importazioni sia per le esportazioni da e verso le diverse regioni in cui CTS divide il mondo.
La conferma arriva anche dalla massima autorità nel campo dei container, Alphaliner che per novembre dello scorso anno ha evidenziato come la capacità di trasporto schierata sulla rotta Asia–Africa (escludendo Medio Oriente e India–Africa) abbia raggiunto quasi 2,2 milioni di TEU, rispetto a 1,4 milioni di TEU dell’anno precedente (+54,3%). A metà dicembre dello scorso anno, tutti i servizi africani collegati all’Africa subsahariana rappresentavano l’8,1% della flotta mondiale di portacontainer, pari a 2,68 milioni di TEU.
L’ascesa dell’Africa sulla mappa delle rotte marittime è stata guidata in larga parte da Mediterranean Shipping Co (MSC), la più grande compagnia di trasporto container al mondo, che lo scorso anno ha schierato le navi più grandi sulle rotte per l’Africa occidentale aumentando la dimensione media delle navi su questa rotta del 28%, passando da 6.343 TEU a oltre 9.000 TEU.
E il fenomeno sembra essere solo alle prime battute anche perché altre rotte che sembravano dettare legge sul mercato dei container segnano invece flessioni e specialmente uno squilibrio allarmante fra i viaggi in una direzione e i viaggi di ritorno. Squilibrio che fra Asia ed Europa ha superato per la prima volta il rapporto 4 a 1. 4 container pieni in arrivo in Europa dall’Asia e uno solo in esportazione verso l’Asia dai Paesi europei.
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