
Lui nella parte di lei, il cane Billy nella parte del cane Joe…e via di seguito. Una vecchia gag comica, chiosando i trailer dei filmoni made in Us, sintetizzava così la situazione di caos istituzionale e specialmente la sovrapposizione di competenza di uno dei tanti governi che si erano succeduti nella storia post bellica dell’Italia.
Se la vicenda dei porti con presidenze tutte in discussione, con liti e commissari che si sdoppiano, aveva fatto sorgere il ragionevole sospetto che il Paese fosse alle prese con una delle sue periodiche confusioni di ruoli, le dichiarazioni rilasciate dal ministro del mare e della protezione civile, Nello Musumeci in occasione dell’assemblea della Federazione agenti marittimi a Roma, lo hanno confermato e in maniera anche abbastanza clamorosa.
Chiamato al microfono dopo il vice ministro Edoardo Rixi, che ormai da quasi un anno ha una delega di Salvini a occuparsi di porti e specialmente di presidenze degli stessi (14 in scadenza o già scadute), Musumeci ha affermato senza mezzi termini che Porti, Musumeci: “Il ministero del mare abbia un ruolo di gestione e non solo di coordinamento dei porti italiani”.
Bingo. Prima di Musumeci era entrata a gamba tesa sui porti affermando di dover non solo dire la sua ma decidere in materia di concessioni l’Agenzia di regolazione dei Trasporti, molto spesso silente sulle materie che dovrebbero riguardarla e oggi pronta a estromettere le Autorità di sistema portuale dalle principali competenze che dovrebbe, e il condizionale è d’obbligo, svolgere.
Prima ancora ci aveva provato il vice ministro Rixi puntando nuovamente su una Agenzia nazionale che calamitasse tutte le competenze in materia portuale, incluse quelle circa 9.000 concessioni che vengono a fatica negoziate, rilasciate o molto spesso prorogate a tempo indeterminato dalle ADSP.
Ora il blitz di Musumeci, il cui ministero è naturalmente in sovrapposizione con quello dei Trasporti, che dice senza mezzi termini: i porti sono cosa nostra.
Il Cipom al centro della nuova politica portuale
Nell’annunciare una riunione del Cipom (l’organismo di coordinamento della politica marittima che fa riferimento a lui) l sui temi dei dragaggi e dei porti turistici, Musumeci ha attaccato la burocrazia denunciando meschinità umane e una pericolosità pari a quella della mafia. “A queste meschinità – ha detto – la buona politica deve reagire e con fermezza. A volte certa burocrazia è più pericolosa della mafia. Lo dico da siciliano e so cosa dico. Il Cipom vuole superare questa mediocrità”.
E poi la bomba: il ministero del Mare dovrà avere un “ruolo gestionale e non solo di coordinamento” in materia di portualità, ha continuato il ministro del Mare.
Considerando che in questi giorni tutta la portualità sembra essersi ammalata di un virus incurabile che non solo non consente nomine ma fa scoppiare il caos anche nei porti dove queste nomine sembravano certe (da Trieste dove il neo commissario è nel mirino per la nomina con licenziamento record del segretario generale dell’ADSP, a Genova dove il commissario riveste ancora la carica di segretario generale a Livorno, sino a Palermo, dove il naturale e apprezzato successore di Pasqualino Monti, è bloccato da un conflitto istituzionale fra il ministro dei Trasporti e la Regione che lo appoggia e via via in un elenco infinito). Ebbene, considerando tutto ciò, la scelta di Musumeci inevitabilmente sembra prefigurare un conflitto con il ministero dei Trasporti.
Federagenti: crociere da difendere dai Comitati del “no”
Il tutto alla faccia dell’efficienza di cui i porti oggi più che mai avrebbero bisogno. Porti che – come emerso anche dall’assemblea di Federagenti e dalla relazione del suo presidente Paolo Pessina – devono anche affrontare una forma sempre più virulenta di luddismo anti crociera e anti navi passeggeri. E ciò nonostante che queste navi difficilmente possano essere chiamate sul tavolo degli imputati dell’over tourism. Un caso per tutti, quello di Venezia, dove le navi da crociera sono state cacciate dalla laguna, ma la devastazione da turismo di massa e di saccopelisti ha avuto il sopravvento.
E per le crociere Federagenti ha proposto un tavolo di coordinamento, guidato dagli stessi agenti marittimi, che tenga lontano il sovraffollamento dalle località turistiche ma che consenta di non regalare a altri il mercato delle crociere e le ricadute economiche positive delle navi passeggeri.