Se i top manager lasciano il timone, il ricambio nello shipping è un trauma

Secondo un sondaggio internazionale una compagnia su dieci si troverà ad affrontare l'emergenza pensionamento dei decision makers

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Nonostante i grandi fenomeni di concentrazione e l’affermazione di colossi internazionali in grado di dominare i traffici, lo shipping mondiale è ancora tendenzialmente in mano a una oligarchia spesso famigliare e le strutture delle società di navigazione, prettamente piramidali, rendono complesso il ricambio generazionale.

Secondo un nuovo sondaggio condotto da Faststream e riproposto da Splash 247, quasi un top decision maker su dieci è in odore di pensione e potrebbe lasciare il timone, che sino a oggi, ha retto con fermezza e spesso in grande solitudine e scarsa condivisione delle sue scelte, entro i prossimi due anni.

L’indagine ha rilevato che il 9% dei top manager del settore marittimo prevede di lasciare la forza lavoro entro il 2027, segnando un ricambio generazionale nella leadership del settore.

Solo il 17% dei dirigenti marittimi ha affermato di sentirsi molto fiducioso che la propria azienda disponga di un piano di successione chiaramente definito e attivo e il 10% dichiara apertamente che non esiste alcun piano di successione.

Nel sondaggio, alla domanda sulle principali sfide, la preoccupazione maggiore tra le centinaia di dirigenti del settore intervistati è stata lo sviluppo di talenti interni per ruoli chiave (33%), seguita dalla mancanza di talenti disponibili (13%) e dalla mancanza di urgenza (12%), con la successione che in molte aziende marittime non è ancora vista come una priorità.

Altri ostacoli significativi includono la gestione della successione a livello globale (11%) e l’identificazione tempestiva dei futuri leader (10%).

Il principale ostacolo non è solo la disponibilità di talenti, ma la capacità di sviluppare, dare priorità e trattenere in modo sistematico i futuri leader, che in molti casi – come sottolinea il sondaggio – sono soffocati dalla mancanza di deleghe e dalla impossibilità di disporre di tutti gli elementi necessari per pilotare la nave aziendale in un momento così delicato come è quello della successione.

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