Sul tema dei cosiddetti femminicidi, che ha scatenato una indegna bagarre alla Camera da parte dell’opposizione, l’idea di poter istituire una sorta di sistema scolastico per forgiare i buoni comportamenti mi fa letteralmente orrore. Oramai si sta da tempo facendo strada – l’abbiamo duramente sperimentato sulla nostra pelle durante il Covid – un aberrante atteggiamento reattivo da parte della politica, alimentato e stimolato da una martellante azione della stampa, con il quale si fa credere ad una popolazione sempre più confusa che sia possibile eliminare il male attraverso un atto legislativo.
Tutto questo, al netto della quasi inevitabile eterogenesi dei fini che tali pericolose idiozie creano, determina una crescita esponenziale dei ruoli e delle competenze che, senza minimamente risolvere le questioni in oggetto, non fanno altro che gravare di altri ulteriori e inutili adempimenti il sistema sociale. D’altro canto, soprattutto le emittenti televisive vicine all’opposizione di sinistra non fanno altro che parlare di una vera e propria emergenza a riguardo degli stessi femminicidi. La conduttrice di Omnibus Alessandra Sardoni, in onda su La7, introducendo l’argomento, ha definito tutto questo “una deriva”.
Eppure i numeri non lo confermano affatto. Secondo quanto riporta una tabella pubblicata dal Quotidiano Nazionale, il dato italiano, oltre a rappresentare nel tempo una certa stabilità con tendenza ad un leggero calo, ci colloca agli ultimi posti in Europa, con un tasso di omicidi di donne in ambito affettivo che ci colloca in coda nella tragica classifica, preceduto da Paesi come la Francia, La Germania e l’Austria.
Leggi anche:
Il problema vero è che la violenza umana non possiamo eradicarla con quattro chiacchiere fatte a scuola e né con qualsiasi altro sistema pseudo educativo elaborato da qualche oscuro burocrate ministeriale. Gli individui non sono tutti uguali e l’umanità ha impiegato millenni per strutturare, con alti e bassi, le pacifiche relazioni che caratterizzano le evolute società moderne. E ciò non è avvenuto perché si è deciso di far scrivere ad una ristretta cerchia di saggi le regole del vivere civile, bensì esse sono state in gran parte il risultato dell’azione spontanea, lunga e faticosa, dei popoli che, strada facendo, hanno sempre più compreso l’importanza di avere rapporti pacifici con i propri simili. Ma tutto questo progresso non potrà mai eliminare le cosiddette mele marce, che sono sempre esistite e sempre esisteranno.
Claudio Romiti, 14 novembre 2025
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).


