
Scoperchiano una di queste fogne per impotenti, per segaioli e tutti ci si tuffano con voluttà egocentrica o tattica: giornaliste, politiche e figlie di nessuno ci fanno sapere che c’erano dentro anche loro, per dire vedete come sono avvenente, come sconto la mia condanna di femmina appetibile, irresistibile; la sinistra ci si tuffa perché il campo largo passa per la falsa indignazione sessista, machista e la destra sventata non resiste, potrebbe cavarsela con la sufficienza del disprezzo, con l’ironia di chi ha altro da fare e invece ne fa una questione di Stato per non restare indietro, per non dare adito a sospetti di patriarcato; a dire dell’eterna sottomissione mentale, subculturale.
Ma che altro è il sito Phica, sfigato fin dal nome, dove i mariti mettevano in piazza le mogli, le compagne con commenti maialeschi, se non la mela del peccato come sempre staccata, mangiata? È la tecnologia del divertimento e del controllo che perde l’uomo, lo consegna alle sue vanità laide e alla disponibilità del potere. Secondo la regola immutabile del neocapitalismo tecnologico, ciò che si può fare si faccia, qui e adesso, senza badare alle conseguenze, senza scrupoli di sorta, di invasati nella corsa dei maiali posseduti giù dal burrone. Ma c’è un’altra legge che dice: chi inventa la barca inventa il naufragio, ovvero l’impotenza di ravvedersi, l’impossibilità di fermarsi che le belle proposte progressiste non hanno la minima possibilità di correggere. Agli albori di Internet ci spiegavano che ci avrebbe salvato, avrebbe realizzato l’utopia marxista, le macchine a faticare per noi, finalmente destinati alla speculazione, alla pesca, ai discorsi edificanti intorno al camino. È andata all’opposto, più schiavi di prima e insieme più disoccupati, sostituiti dall’intelligenza artificiale, beneficiari di elemosine in forma di reddito universale e per fare cosa? Per cogliere altre mele, sempre più marce, in un circolo infernale.
Tanto per dire della gravità di un processo di cui la fogna dei mariti guardoni è al massimo spia, sintomo. Ma la sinistra delirante non resiste a delirare con la sua capintesta, la Elly Schlein che vaneggia di cultura dello stupro “normalizzata e giustificata online”. Normalizzata, giustificata da chi se tutti si stracciano le vesti? Sono le uscite senza corpo e senza senso che un politico populista deve fare, specie se della sinistra bisessuale e festaiola da gaypride. E allora andiamo avanti nella totale incomprensione del reale, delle sue implicazioni: “Per l’ennesima volta abbiamo assistito allo stesso copione: immagini di centinaia di donne caricate senza consenso su una piattaforma che consente e alimenta commenti sessisti e lesivi della loro dignità, i responsabili vengono scoperti e fuggono implorando di cancellare commenti e contenuti e il sito viene chiuso, quando probabilmente i responsabili hanno una rete intera di siti del tutto analoghi su cui lucrano ogni giorno a scapito delle vittime. Questa è violenza, che deriva da quella cultura dello stupro che anche online viene normalizzata e giustificata, anzi, aizzata dando appositi contenitori per sfogare le peggiori pulsioni. Lo ripetiamo ancora una volta, e questa ne è la dimostrazione: inasprire le pene non basta, serve un forte investimento sulla prevenzione, fatto di educazione sessuale e all’affettività, perché il rispetto e il consenso devono prevalere sulla cultura patriarcale che sta alla base della violenza. A tutte le donne le cui immagini sono state rubate e finite su questi siti, la mia solidarietà e quella del Partito democratico”.
È avvilente commentare la pochezza da bambagia, il massimalismo petulante, l’immaturità a sistema politico ed esistenziale, ma proviamoci in tutte le puerili semplificazioni e contraddizioni della Elly. Per cominciare, la piattaforma che consente e alimenta commenti sessisti è la Facebook dell’amico Zuckerberg che la usava, vantandosene, per distorcere sistematicamente l’informazione su vaccini e lockdown praticando la censura spietata, la menzogna sovietica: “Me lo chiedeva l’amministrazione Dem, Biden e la Harris”. In Italia il lavoro sporco lo facevano, lo fanno gli apprendisti giornalisti detti fact checker al servizio del Pd che si vantano di lavorare per il padrone di Meta. La sinistra piddina e grillina, di quel comico che indulgeva nei peggiori commenti razzisti e sessisti, punta sulla facile dannazione del maschio, ogni maschio, perché è immediato, demagogico e, ci si aspetta, redditizio: tanto gli stessi maschi sono stati addestrati a vergognarsi di esserlo, svirilizzandosi, adottando i birignao feroci della sottocultura woke per cui il “vile maschio” si costringe a seguire le inutili partite della Nazionale femminile fingendo di appassionarcisi.
Ma il meglio arriva, al solito, con le soluzioni che prevedono l’investimento sulla educazione affettiva, sessuale. Che sarebbe: lo Stato, ossia il Pd, sia investito del diritto assoluto di decidere come allevare i cittadini di domani, partendo dalle scuole. L’educazione affettiva e sessuale di stampo piddino non pare granché se si pensa ai Forteto e ai Bibbiano sostenuti per anni, che con tutte le prese d’atto delle sentenze indulgenti confermano di sistemi aberranti, di figli sottratti alle famiglie in virtù della rieducazione statalista e infine restituiti alle famiglie ma a tempo scaduto, a danni fatti e devastanti danni. Che significa investire sull’affettività? Significa le stesse ricette che la sinistra adotta per tutto, come la “educazione sentimentale” della Boldrini. Cose senza senso, senza prospettiva, a dimostrazione dell’eterna fuga dalla realtà praticata dalla sinistra vaneggiante ma di approccio totalitario. Quella Maria Elena Boschi che si mette in mezzo e dice: noi politiche non siamo in vendita. Ma stia là, che ci fa migliore figura. Quell’altra che vuole l’educazione sentimentale: allo stupratore seriale del Mali che dice “dovete rilasciarmi, ero drogato” gli fai leggere Flaubert? Phica e Elly, che abbinata devastante. Straparlare di cultura dello stupro per una fogna in cui grufolano i maiali porta a dire semplicemente che i maschi sono tutti così. Tutti? Anche quelli del Pd? Anche quelli non disdegnati, occasionalmente dalla segretaria Elly? Ma è un messaggio che ha saturato, non attecchisce più, anche i più suggestionabili o sprovveduti capiscono, intuiscono che i problemi veri, che le emergenze brucianti sono altre.
Dietro la crisi francese, che non è solo finanziaria, che vede uno stato di dissesto economico insistere su una disgregazione della società che può involvere in ogni direzione, può portare a qualsiasi rovina, dalla soluzione autoritaria alla guerra civile, affiora la possibilità di un effetto domino che dopo aver travolto, speriamolo, la Ue delle grandi corruzioni e delle grandi rappresaglie, potrebbe contagiare uno dopo l’altro i singoli Paesi, nessuno dei quali in buone acque: dal Regno Unito alla Germania, dalla Spagna ai nordici. Effetto fatale di 35 anni di politiche europee dissennate in tutte le direzioni, così che adesso tutti i nodi arrivano al pettine nello stesso momento. Ma da noi, per l’opportunismo demenziale della sinistra e per la vanità elettorale delle donne di potere, si ferma il Paese su un sito di mentecatti, di falliti, di vermiciattoli che dicono: chiuderlo no, è una violazione delle nostre libertà costituzionali, e poi adesso come facciamo?
Max Del Papa, 29 agosto 2025
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