Politica

Elezioni Marche, niente “effetto Flotilla” o Gaza: per Schlein è una batosta

Matteo Ricci perde e perde male. Niente "spallatina" alla Meloni che esulta: "Riconfermato il buongoverno". Campo Largo da rivedere

meloni schlein marche Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Diceva Elly Schlein che Giorgia Meloni avrebbe dovuto abituarsi all’unità del centrosinistra nel Campo Largo. A iniziare dalle Marche. Ma se il risultato sarà ovunque quello emerso in queste ore, con la vittoria di Francesco Acquaroli, riconfermato alla guida della Regione, allora per il Pd non si profila un gran futuro.

Certo: una regione non fa primavera. Ma le sfide in Calabria, Toscana, Veneto, Campania e Puglia sembrano avere un finale già scritto, salvo clamorose sorprese. Sarà un’altra storia. Le Marche invece era considerata l’unica Regione davvero contendibile, quella che doveva essere una “spallatina” al governo, il primo segnale che qualcosa stava cambiando… beh: non è successo. Diceva Elly che c’era “un’aria molto bella” e “molto entusiasmo” intorno alla candidatura di Matteo Ricci. Eppure il risultato elettorale, un po’ come gli ultimi sondaggi, non dicono proprio questo. Non hanno funzionato gli attacchi sulla Sanità e sui presunti fondi mai spesi. Non ha funzionato la proposta di un “salario minimo regionale”, praticamente irrealizzabile. Ma neppure ha giovato spostare l’attenzione sulla Palestina o sulle presunte inefficienze del governo Meloni.

Leggi anche:

Checché ne dica oggi Ricci, la speranza di ribaltare la Regione c’era. “Abbiamo fatto una campagna straordinaria. Sapevamo che le forze in campo erano del tutto sbilanciate: per ogni manifesto nostro ce n’erano dieci degli altri – ha detto il candidato – Tante risorse, tanto potere nazionale, tanto potere regionale, la maggior parte del potere nei comuni. È stata davvero una lotta impari dal punto di vista delle risorse”. Inutile buttarla sul vittimismo: certo, l’indagine ai suoi danni, scoppiata proprio a ridosso delle elezioni, non avrà giovato. Ma chi ha sguazzato negli avvisi di garanzia, s’intende la sinistra, dal Pd al M5S, non può certo lamentarsi se per una volta è capitato a loro.

Il punto non è tanto, o non solo, aver perso. Ma aver perso così. Il distacco finale (52% a 44%) non era preventivabile. E racconta di una Regione in realtà mai stata in bilico. Non ha funzionato l’attacco all’amministrazione precedente. Non ha funzionato l’effetto Gaza, men che meno veleggiare sulla Flotilla: il 5% di Avs dimostra che i marchigiani a ciò che accade nella Striscia magari saranno pure interessati, ma non lo fanno pesare nel voto locale. Non ha funzionato la presenza del M5S e quella di Conte, che come al solito alle amministrative raccattano poco. Non hanno funzionato le sette discese nelle Marche della leader del Pd, che non può neppure vantare di avere il primo partito della regione (ha vinto FdI, anche su questo). Una batosta, magari non enorme. Ma una batosta.

Anche Ricci ammette infatti che “c’è molto voto nazionale in questo voto regionale“. Certo: lui eviterebbe “valutazioni di politiche nazionali partendo dalle Marche”. Ma se un segnale al governo poteva esserci, e ovviamente a risultato invertito il Pd non avrebbe mancato di farlo notare, allora a Schlein è andata male. Molto male.

di Franco Lodige, 29 settembre 2025

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Sedute Satiriche di Beppe Fantin - Vignetta del 10/04/2026

Domani da incubo

Vignetta del 10/04/2026