Elezioni regionali, chi vince e chi perde per i social

La ricerca di Socialcom sulle "urne online" in vista degli appuntamenti elettorali in Toscana, Marche e Calabria

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Giani, Tomasi, Ricci, Acquaroli, Occhiuto, Tridico

Le elezioni regionali dell’autunno 2025 si avvicinano e, come sempre più spesso accade, il campo di battaglia è anche “digitale”. Una ricerca di Socialcom ha analizzato oltre 100mila mention e 2,4 milioni di interazioni online sui principali candidati, costruendo un indice che misura il loro impatto sulle discussioni online, un termometro della popolarità e del sentiment attorno ai protagonisti, calcolando la loro “probabilità di vittoria se si votasse oggi sui social”. Vediamo cosa succede in Marche, Toscana e Calabria.

Marche: Ricci frena, Acquaroli in vantaggio

Nelle Marche il centrosinistra si affida a Matteo Ricci, fresco eletto in Europa che gode di un forte seguito online. Tuttavia la vicenda giudiziaria legata all’inchiesta sugli affidi a Pesaro ha inciso pesantemente sul sentiment, che risulta molto negativo. Per questo la sua “probabilità di vittoria” secondo i social si ferma al 47%. A trarne vantaggio è il presidente uscente Francesco Acquaroli (centrodestra), che si attesta al 53%. Un vantaggio non schiacciante, ma che conferma come l’impatto reputazionale di un’inchiesta possa pesare più della quantità di follower.

Calabria: Occhiuto domina nonostante le dimissioni

In Calabria lo scenario appare più netto: Roberto Occhiuto (centrodestra) mantiene un consenso digitale solido, con canali social che performano bene e un sentiment positivo, anche dopo l’inchiesta che lo ha poi portato alle dimissioni – anche queste annunciate in un video online. Il suo principale avversario invece, Pasquale Tridico (area progressista), non riesce a scalfirne la leadership: il dibattito online si concentra su temi concreti come sanità e investimenti, dove Occhiuto continua a dettare l’agenda.

Toscana: Giani avanti, Tomasi in affanno

La Toscana resta una roccaforte del centrosinistra, almeno a giudicare dai social. Eugenio Giani, candidato del “campo largo”, prevale nettamente su Alessandro Tomasi (centrodestra). Giani ha una presenza più costante e visibile nelle conversazioni online, con un’attività social che gli consente di tenere saldo il vantaggio. Il quadro, dunque, sembra confermare la storica difficoltà del centrodestra in una Regione dove “l’egemonia culturale” e politica della sinistra resta forte anche nel digitale.

Le “urne online”, in sintesi

Se guardiamo queste tre Regioni nel complesso, il centrodestra appare favorito in Calabria e Marche, mentre il centrosinistra resiste in Toscana. A fare la differenza non è solo il numero di follower, ma il sentiment: positivo per Occhiuto, negativo per Ricci, neutro-positivo per Giani. Ancora una volta la partita elettorale sui social potrebbe, quindi, anticipare le tendenze e orientare quella fetta di elettorato indeciso che si lascia influenzare dall’opinione dominante.

«Oggi la dimensione digitale non è il luogo in cui si decide il voto, ma quello in cui si forma il clima che lo precede» sottolinea Luca Ferlaino, presidente di Socialcom. «In questo contesto le Marche rappresentano un po’ l’Ohio d’Italia, anticipando il trend su scala nazionale. La nostra analisi coglie quindi in tempo reale gli spostamenti dell’opinione pubblica, segnalando tendenze che spesso si riflettono poi nel voto».

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