La Ripartenza

Eolico off-shore, export e sostegno alle Pmi: il piano per far correre ancora l’Italia

La terza tavola rotonda alla Ripartenza 2026 di Milano, condotta da Nicola Porro: "C'è bisogno di energia"

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In occasione della nuova tappa de “La Ripartenza“, la kermesse ideata da Nicola Porro, un panel di esperti, manager e rappresentanti istituzionali si è confrontato sulla sfida cruciale della competitività. Al centro del dialogo sono stati posti il controllo delle fonti di produzione e il sostegno strategico agli investimenti, che rappresentano le due facce d’una stessa medaglia per la tenuta del sistema produttivo. Presenti Regina Corradini D’Arienzo, Amministratore Delegato e Direttore Generale SIMEST, Riccardo Toto, Direttore Generale Renexia Spa, e Luca Mastrantonio, AD Nuclitalia.

“C’è bisogno di energia: l’ultimo piano di Terna dice che al 2050 il fabbisogno italiano raddoppierà. Dove la prendiamo questa energia? Per noi può essere presa solo dal gas o dall’eolico off-shore, ossia pale in mezzo al mare a una distanza che non può essere vista dalla costa. Può costare tanto quanto il gas e questo è corroborato da vari studi”, ha spiegato Toto. Ma, se questa energia “costa tanto quanto il gas, se questa energia come comparto industriale può portare vantaggi all’economia pari a circa 60 miliardi di euro secondo gli ultimi studi, perché non doverla fare se tra l’altro non andiamo più a utilizzare spazio a terra e quindi non abbiamo più problemi legati all’occupazione del terreno rubata l’agricoltura e pascoli o quant’altro?”. Per Toto e Renexia Spa, la risposta è l’eolico off-shore, includendo anche l’aspetto della sicurezza energetica, fondamentale in questo momento geopolitico, perché “non dipendere più da fonti esterne come i gas può aiutare l’economia italiana a ripartire”. I tempi sono ampi ma non è necessariamente un limite, perché “prima era troppo facile e questo ha portato il mercato ad allargarsi in maniera scomposta e quindi a tassi più alti perché c’è una mortalità più alta dei campi”.

Il rinnovabile è il futuro ma ha dei costi e oggi, ha spiegato Corradini D’Arienzo, l’obiettivo è “fare in modo che le imprese arrivino al rinnovabile: dobbiamo fare in modo che le aziende reggano il costo dell’energia oggi” e, ha aggiunto, “stiamo cercando di dare i soldi alle aziende che hanno un costo energetico che le rende poco competitive”. E proprio nell’ottica della competitività, Corradini D’Arienzo ha dichiarato che “alle aziende energivore diamo fino a un milione di liquidità per sostenere l’attuale costo energetico” e come Paese, ha scandito, “siamo molto più resilienti” della Francia ma “alle Pmi dobbiamo dare ossigeno, ridurre i costi”. Ha poi aggiunto che dal suo punto di vista “il periodo peggiore del mondo è stato quando le aziende si sono torturate sui dazi, ci siamo fermati e abbiamo perso una marea di opportunità” ma ormai “il Pil cresce sull’export: è un dato oggettivo, non c’è niente da fare”. Gli Stati Uniti rappresentano al momento il secondo Paese per l’export per l’Italia e, ha sottolineato, “le esportazioni stanno tirando di più nei paesi extra Ue”. Ma solo il 6% delle Pmi italiane esporta e, proprio in ragione del collegamento stretto con l’incremento del Pil, è necessario rafforzare questo dato, però “dobbiamo essere più bravi a fare sistema, ma dobbiamo soprattutto trovare più business: a cosa serve se io do supporto finanziario, se non aiuto l’impresa a trovare business? Assolutamente a niente”.

“Occorre procedere in modo coordinato e per tappe al fine di non perdere la grande opportunità del nucleare come fattore abilitante della transizione energetica. Come? Innanzitutto con la definizione dei decreti attuativi a valle dell’approvazione in tempi certi e rapidi del Ddl e con la formalizzazione dell’Autorità di controllo. Sono sicuramente le prime due azioni concrete per un Programma Nucleare nazionale”, ha detto l’ad di Nuclitalia, Luca Mastrantonio. Riguardo le tecnologie, “gli SMR e gli AMR e la Fusione nucleare non concorrono nello stesso arco temporale. Dobbiamo partire dai bisogni e definire la tecnologia che li soddisfa maggiormente fra quelle emergenti. Dobbiamo considerare come primo step di una staffetta tecnologica soluzioni innovative ma basate su concetti provati ed affidabili come gli SMR ad acqua. Nuclitalia, ha poi spiegato Mastrantonio, sta lavorando ad una lista di soluzioni dove il contributo dell’industria Italia a ed Europea sia massimizzato”. “Mi preme sottolineare – ha evidenziato l’amministratore delegato di Nuclitalia – che per attrarre investimenti privati sull’energia nucleare servono strumenti di de-risking e risk-sharing dedicati e una valida zione di comunicazione: serve un dibattito supportato da tutte le forze politiche e sociali basato su fatti, evidenze e dati oggettivi scevro da speculazioni. Nuclitalia contribuirà ad un dibattito obbiettivo, comprensibile e trasparente”, ha garantito Mastrantonio.

Franco Lodige, 12 febbraio 2026

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