Escalation pericolosa

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cisgiordania

13 novembre 2025

Moschea Hajja Hamida nel villaggio di Deir Istiya (vicino a Salfit, nord della Cisgiordania). Coloni israeliani mascherati hanno appiccato il fuoco alla moschea all’alba, bruciando copie del Corano, imbrattato con graffiti razzisti e offensivi (come “Mohammed is a pig” e insulti al Profeta). Un atto inaccettabile contro luoghi di culto.

12 novembre 2025

Beit Lid (area agricola al-Ladain, inclusa la fabbrica lattiero-casearia Al-Juneidi), villaggio beduino di Deir Sharaf (nord della Cisgiordania) e terreni agricoli a est di Tulkarm.
Due dozzine di coloni mascherati hanno condotto attacchi coordinati con incendi dolosi. A Beit Lid, hanno dato fuoco a un magazzino industriale, camion e veicoli, danneggiando la fabbrica Al-Juneidi (una delle più importanti per la produzione di yoghurt). A Deir Sharaf, hanno bruciato tende, uccidendo pecore e ferendo quattro palestinesi con percosse (richiedendone l’ospedalizzazione).

Nei terreni vicino a Tulkarm, hanno attaccato campi agricoli. I coloni hanno aggredito soldati israeliani, danneggiando un veicolo militare che intendeva disperderli. Quattro coloni sono stati arrestati, ma tre sono stati rilasciati il giorno successivo. solo uno di loro rischia l’incriminazione. Il presidente israeliano Isaac Herzog ha condannato l’attacco come “scioccante”, e il generale Avi Bluth lo ha definito “inaccettabile”.

9 novembre 2025

Beita (vicino a Nablus) e Burin (Cisgiordania occupata). A Beita, un gruppo consistente di coloni mascherati hanno picchiato palestinesi locali, paramedici volontari e un fotografo Reuters con mazze e pietre; un civile israeliano di 77 anni (capo di un college d’arte a Tel Aviv) è stato ferito al viso. A Burin, hanno attaccato raccoglitori di olive palestinesi e un riservista IDF fuori servizio che li aiutava, rubando sacchi di olive. Diversi israeliani e palestinesi feriti e evacuati per cure mediche. L’IDF è intervenuto per disperdere i gruppi ma senza effettuare arresti.

8 novembre 2025

Campo profughi di Al-Fara’a (ovest di Tubas). Durante un raid, un palestinese di 26 anni è stato ucciso durante un raid punitivo di coloni.

6 novembre 2025

Villaggio di Al Judeira (Gerusalemme Est, parte della Cisgiordania occupata). Due ragazzi palestinesi di 16 anni (Mohammad Abdullah Mohammad Taym e Mohammad Rashad Fadel Qasim) sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco dell’esercito israeliano, dopo che avevano lanciato bombe Molotov.

5 novembre 2025

Khirbet Abu Falah (vicino a Ramallah). Coloni hanno appiccato il fuoco a una casa palestinese mentre una famiglia era all’interno; la famiglia è fuggita, ma la madre ha riportato una frattura alla gamba. Vicini e squadre di difesa civile hanno spento l’incendio. Sono state registrati picchi di violenza nella West Bank con oltre 260 attacchi da coloni con una media di 8 al giorno, e la tendenza continua in novembre. Circa 150 attacchi durante la raccolta delle olive hanno ferito oltre 140 palestinesi e vandalizzato più di 4.200 alberi in 77 villaggi.

Anche se i territori occupati dalle olive non sono mai stato legalmente assegnati ai coltivatori palestinesi, niente e nessuno autorizza questi coloni fanatici e assetati di violenza dal mettere a ferro e fuoco le piantagioni di ulivi e chi le coltiva e accudisce.

Giulio Galetti, 15 novembre 2025

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