Politica

Europa debole? Forse Mario Draghi s’è perso questo dettaglio

Il discorso anti-Ue di Supermario dettato da una dose di risentimento. Può anche aver ragione, ma...

Mario Draghi © STILLFX tramite Canva.com
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Sbaglierò, ma ho avuto l’impressione che la dura requisitoria di Mario Draghi contro l’Unione europea, espressa al Meeting di Rimini, contenesse anche un certo risentimento nei riguardi della rielezione di Ursula von der Leyen, quando molti indicavano l’ex capo della Bce come suo successore al vertice della Commissione europea. Sta di fatto che la sua ennesima predica ha toccato vari aspetti nevralgici della complessa condizione che caratterizza un coacervo formato da ben 27 Stati sovrani.

Ora, tralasciando gli aspetti economici toccati da Draghi, in cui si evidenzia la sua granitica visione keynesiana con la quale, di conseguenza, si ribadisce con forza la necessità di un debito comune (aspetto assai delicato e molto rischioso, soprattutto in considerazione della sempre più spiccata propensione – l’Italia in questo ha sempre rappresentato un esempio negativo – ad utilizzare lo strumento del debito per finanziare ogni forma di spesa corrente), mi hanno molto colpito i suoi rilievi mossi all’Europa in ordine ai conflitti militari in atto ai suoi confini.

Sulla guerra in Ucraina, in particolare, si egli si è così espresso: “L’Unione Europea, nonostante abbia dato il maggior contributo finanziario alla guerra in Ucraina, e abbia il maggiore interesse in una pace giusta, ha avuto finora un ruolo abbastanza marginale nei negoziati per la pace. Nel frattempo – ha proseguito l’ex numero uno della Bce – la Cina ha apertamente sostenuto lo sforzo bellico della Russia e le proteste europee hanno avuto poco effetto: la Cina ha chiarito che non considera l’Europa come un partner alla pari e usa il suo controllo nel campo delle terre rare per rendere la nostra dipendenza sempre più vincolante”.

Idem con patate per la crisi in Medioriente. Tant’è che secondo Draghi l’Ue “è stata spettatrice anche quando i siti nucleari iraniani venivano bombardati e il massacro di Gaza si intensificava. Questi eventi – ha proseguito – hanno fatto giustizia di qualunque illusione che la dimensione economica da sola assicurasse una qualche forma di potere geopolitico.”

Ora, a mio avviso, la questione dello scarso peso esercitato dall’Europa l’ha recentemente spiegata in modo estremamente efficace Federico Rampini in un recente intervento televisivo. In estrema sintesi, mentre gli Stati Uniti posseggono il più potente apparato militare al mondo, e all’occorrenza sono disposti ad utilizzarlo, pagandone anche un costo in termini di vite umane se necessario, nel vecchio continente tende a prevalere un atteggiamento dialogante fondato sull’illusione di poter risolvere i conflitti attraverso gli strumenti della diplomazia. Anche perché, facciamo il caso nostro, se per avventura l’Italia dovesse accettare di far parte di una eventuale forza di interposizione tra Ucraina e Russa, nell’eventualità di una tregua sul modello delle due Coree, e malauguratamente dovessimo perdere un solo soldato, apriti cielo: l’opposizione del campo largo e i suoi addentellati della stampa e del sindacato mobiliterebbero la piazza a giorni alterni in segno di protesta.

Quindi è evidente che sotto questo profilo l’Europa, nella quale soprattutto a sinistra è arduo far passare il concetto latino del “si vis pacem para bellum”, venga inevitabilmente percepita dagli altri attori della scena internazionale come una tigre di carta.

Ebbene, vorrei segnalare all’illustre Draghi, nel caso non ne fosse mai venuto a conoscenza, un celebre motto espresso da Ferdinando Martini, all’indomani della catastrofica sconfitta dell’esercito italiano nella battaglia di Adua. Un motto che sembra calzare a pennello all’Europa delle chiacchiere e della burocrazia: “Chi dice che gli italiani (gli europei) non sanno quello che vogliono? Su certi punti, anzi, siamo irremovibili. Vogliamo la grandezza (in tal senso la deterrenza militare) senza spese, le economie senza sacrifici e la guerra senza i morti. Il disegno è stupendo; forse è difficile da effettuare”.

Claudio Romiti, 24 agosto 2025

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Lo sapevi che...

Da oggi puoi aggiungere Nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google visitando questa pagina e spuntando la checkbox a destra

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Garlasco forever - Vignetta del 19/05/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Garlasco forever

Vignetta del 19/05/2026