Salvo Sottile, in merito al caso Ranucci-Lavitola, ha pubblicato sui social un video in cui chiede esplicitamente al conduttore di Report di fare un passo indietro, salvando in questo modo l’onorabilità del programma. Sempre secondo il conduttore di FarWest, che va in onda anch’esso su Rai 3, Ranucci dovrebbe evitare di identificarsi con la sua trasmissione, dato che al proprio interno vi sarebbero persone altrettanto adeguate per sostituirlo.
Molto duri alcuni passaggi dell’intervento di Sottile, che non fa certamente sconti al suo collega di rete: “Chi ha fatto dell’opportunità i propri metri di giudizio – sottolinea il giornalista siciliano – non può ignorare che oggi c’è un problema di opportunità grande quanto una casa che riguarda lui. Partiamo da un punto fermo: Ranucci è la vittima di un attentato. Merita rispetto e solidarietà, e nulla dimostra, al momento (incidentale piuttosto significativa), che sapesse della bomba. Ma essere vittima non significa diventare intoccabile.”
Dopodiché Sottile evidenzia quanto il programma di Ranucci abbia molto spesso puntato il dito su alcuni politici rei di frequentare persone poco specchiate, e proprio per questo ne sottolinea l’evidente contrasto dichiarando: “Ranucci non è un passante, è un dirigente della Rai. Era opportuno – si domanda – scegliere come amico del cuore un pregiudicato come Valter Lavitola? Girargli messaggi e mail riservate riguardanti alti dirigenti della Rai?”. Ed in coerenza con quanto sostenuto, Sottile fa esplodere la sua di bomba, che certamente susciterà un vespaio in viale Mazzini: “Se Ranucci vuole davvero salvare la sua squadra, potrebbe fare un gesto forte, ossia fare un passo indietro.”
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Ora, sempre partendo dal principio costituzionale della non colpevolezza fino a prova contraria, la dura requisitoria di Sottile non può che alimentare ulteriormente il sospetto che in questa strampalata storia ci sia ancora molto altro da scoprire. Anche perché nell’intera vicenda, che comprende la lunga e fraterna frequentazione tra Ranucci e Lavitola, ci sono parecchie cosette che proprio non tornano, a cominciare dal vero motivo che avrebbe spinto quest’ultimo a realizzare un clamoroso attentato all’insaputa del suo carissimo amico. A tale proposito ricordo che per un presunto pagamento “a sua insaputa”, un noto politico subì un lungo iter processuale, che lo costrinse la lasciare la poltrona di ministro, conclusosi poi con una assoluzione dopo quasi 4 anni.
Il problema grosso nel caso di Ranucci è che lui, dopo essersi accreditato come il principale mastino televisivo di imbroglioni, corruttori e malversatori, si sarebbe fatto raggirare per anni da un personaggio la cui fama era conosciuta anche ai sassi. Questo qualcuno prima o poi ce lo dovrà spiegare.
Claudio Romiti, 14 agosto 2026
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