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Famiglia Maga e fidanzato trans: chi è davvero il killer di Kirk

Hanno provato a dipingere Tyler Robinson come un conservatore, ma la realtà è ben diversa

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Da studente modello a sicario dell’ideologia. La parabola di Tyler Robinson, 22 anni, ha il sapore amaro di una deriva che non si può più ignorare. Ma c’è di più: nelle ultime ore è emerso un dettaglio che potrebbe avere un peso: il giovane aveva un fidanzato trans. A Salt Lake City, nello Utah, il giovane ha assassinato con un colpo di fucile Charlie Kirk, noto attivista conservatore americano. E mentre l’Fbi prova a ricostruire la mente dietro il delitto, emergono dettagli inquietanti.

Cosa ha trasformato quel ragazzo riservato, timido, educato, cresciuto in una famiglia pro-Trump e ben inserita nella comunità mormona, in un killer pronto a salire su un tetto per sparare a un uomo disarmato? Ufficialmente non c’è ancora una pista precisa, ma le ipotesi si rincorrono: radicalizzazione politica? Effetto emulazione dei videogiochi violenti? Cultura dell’odio contro chi non si allinea al pensiero unico progressista? Vengono battute tutte le piste, ma l’attacco alla libertà è palese, con buona pace di chi ha provato ad avvicinare Robinson al mondo Maga. Sì, i suoi parenti sostengono Trump. E quindi? Le sue azioni raccontano altro, molto altro.

Robinson sembrava destinato a tutt’altro futuro: diplomato col massimo dei voti, una borsa di studio alla Utah State University, un presente da studente al Dixie Technical College. Ma poi il buio. Dopo appena un semestre, lascia l’università. E non ci tornerà più, se non con un fucile in mano. Alcuni testimoni lo ricordano ancora come simpatizzante repubblicano. Altri raccontano un cambiamento. Qualcuno ricorda persino parole d’odio pronunciate dallo stesso Robinson nei confronti di Kirk durante una cena: “una persona piena di odio, che diffonde odio”. L’ironia tragica è che l’unico a finire ucciso è stato proprio Kirk, nel silenzio surreale dei media mainstream.

A rafforzare l’ipotesi del movente ideologico ci sarebbero le scritte trovate sui proiettili usati nell’agguato. Una sequenza sconcertante: “Hey fascista, beccati questo”, “se leggi questo sei gay, ah ah ah”, e persino “Bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao”. La canzone simbolo della resistenza comunista e oggi colonna sonora della sinistra global, è comparsa anche in videogiochi come Far Cry 6 e Call of Duty, dove è diventata meme di una “resistenza” violenta e caricaturale. Ed è lì, tra ironia macabra e gioco virtuale, che Robinson avrebbe costruito il suo immaginario.

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Sulle pallottole anche una sequenza di frecce, identica ai comandi per scatenare un attacco aereo nel videogioco Helldivers 2. È proprio questo mix di cultura digitale e pulsioni ideologiche a inquietare gli investigatori. Una foto di Halloween lo ritrae con un costume da “personaggio uscito da un meme”, come scriveva con leggerezza la madre. Ma quel mondo digitale che sembrava solo un passatempo, potrebbe aver risucchiato Tyler in una spirale oscura di trolling, violenza e ideologia anti-conservatrice.

Come anticipato, c’è anche un altro dettaglio di cui tenere conto. Robinson aveva un fidanzato trans. Lo hanno confermato alti funzionari dell’Fbi a Fox News. Aveva una “relazione sentimentale” con un uomo in transizione verso il sesso femminile e i due vivevano in un appartamento a Saint George, nello Utah. Saranno state le posizioni di Kirk sul gender a spingerlo alla brutale esecuzione? Per il momento non si può escludere nulla, ma il sospetto è lecito. Fortunatamente il compagno del killer sta “collaborando” e potrebbe fornire indicazioni utili. Le autorità hanno prelevato prove dal loro appartamento, inclusi i computer, che sono state inviate a Quantico per essere esaminate

L’Fbi, intanto, sottolinea che il giovane non collabora con gli investigatori. Martedì dovrà comparire per la prima volta in tribunale. La sua condanna sembra scontata, ma il vero interrogativo resta un altro: quanti altri Tyler stanno crescendo dentro la nuova bolla culturale digitale, apparentemente “progressista”, ma carica d’odio verso chiunque non si pieghi? Il governatore repubblicano dello Utah, Spencer Cox, ha parlato senza mezzi termini: “Il mondo virtuale è un cancro della nostra società”. E in questa frase c’è tutto il problema. Un cancro che — almeno stavolta — ha fatto una vittima vera. Reale. Di carne e ossa.

Franco Lodige, 14 settembre 2025

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