Famiglia nel bosco, a esaminare i figli è la psicologa che sparava contro i genitori

Dai commenti social alla perizia sui minori: scontro sulla terzietà dell’incarico

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famigli bosco

Il nostro sistema giudiziario, che tutto il mondo ci invidia, ha arricchito la sua collana di perle con l’ultima e clamorosa novità sul caso della disgraziatissima Famiglia nel bosco: con il compito di analizzare la condizione psicologica dei tre bambini anglo-australiani è stata scelta una giovane “strizzacervelli” che in precedenza aveva pubblicato sui social ben 5 commenti estremamente duri contro la medesima famiglia.

Come riporta un articolo dettagliato del Corriere della Sera, la psicologa rischierebbe una denuncia per incompatibilità. Ilaria Sacchettoni, la giornalista che ha confezionato il pezzo, esprime parole molto condivisibili, ponendosi alcune domande: “Ci si chiede, e prima di tutti se lo chiede lo psichiatra della difesa Tonino Cantelmi, se la professionista scelta dalla perita Ceccoli, sia sufficientemente competente e coscienziosa. Ma soprattutto se sia super partes – rincara la dose la Sacchettoni -. In un altro post anche questo reso pubblico su Facebook, commentava con la scritta “Sante parole” un commento negativo sui Trevallion: “Giorni e giorni di speciali, interviste, servizi strappalacrime. Sembrava quasi che l’Italia avesse trovato i suoi nuovi eroi nazionali: due adulti benestanti che per scelta hanno deciso di far vivere i bimbi senza riscaldamento, senza condizioni igieniche e senza scuola. E guai a dirlo: eri subito nemico della libertà…”. Ci si muove su un terreno scivoloso – conclude la giornalista – Di qua c’è il diritto ad esprimere liberamente le proprie opinioni. Di là il dovere di osservare un profilo di imparzialità considerato il delicato incarico da portare a termine. A giudizio di Cantelmi si tratterebbe di un episodio “deontologicamente grave” di cui valutare con precisione le conseguenze.

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Lo stesso Tonino Cantelmi ha poi dichiarato all’Ansa, citando un articolo de La Verità, che la professionista “ha commesso un grave errore deontologico, cioè ha condiviso in passato dichiarazioni pubbliche sui social gravissime contro la famiglia del bosco e poi ha accettato di essere colei che deve valutarla attraverso i test”. Inoltre, Cantelmi, sempre dalle pagine dell’Ansa lancia il suo proccupato appello: “Noi siamo disponibili a collaborare, con l’assistente sociale, con la psicologa dei test, con la Ctu purché si abbia davvero a cuore il bene supremo di questi bimbi“.

Ebbene, in tutta questa orrenda faccenda di ordinaria follia burocratico-giudiziaria ci sembra di poter dire che il benessere dei bambini sia all’ultimo posto, visto l’accanimento “terapeutico” con cui si stanno massacrando da oltre tre mesi tre innocenti creature.
E se nemmeno questo surreale retroscena legato all’infelice scelta di una psicologa ostile di principio ai suoi esaminandi è in grado di far compiere un passo indietro al Tribunale competente, rimuovendola immediatamente dall’incarico, ciò vuol dire che stiamo veramente arrangiati molto male.

Claudio Romiti, 23 febbraio 2026

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