Cronaca

Famiglia nel bosco, choc per papà e mamma: i giudici chiedono accertamenti psichici

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I tre bambini della famiglia che viveva in un bosco a Palmoli, in provincia di Chieti, non torneranno dai genitori. La Corte d’Appello dell’Aquila ha respinto il ricorso presentato dai legali della famiglia venerdì scorso. I giudici hanno confermato l’ordinanza del Tribunale per i Minorenni che aveva sospeso la responsabilità genitoriale. I bambini, una bambina di 8 anni e due gemelli di sei, restano nella casa famiglia di Vasto dove si trovano dal 20 novembre. La madre può stare con loro in alcuni momenti della giornata.

Le motivazioni sanitarie e scolastiche

I giudici hanno elencato le criticità che hanno portato alla decisione. I tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, una coppia anglo-australiana, hanno fatto la prima visita pediatrica il 24 luglio scorso. Avevano 6 e 8 anni. Al momento dell’ingresso in comunità, il 20 novembre, uno dei bambini aveva “una bronchite acuta con broncospasmo non segnalata e non curata dai genitori”. Sul fronte scolastico, i giudici hanno sollevato forti dubbi. Hanno scritto che le valutazioni di idoneità della figlia maggiore “contrastano in modo eclatante con le condizioni di istruzione verificate dopo l’inserimento in casa famiglia, ove è emerso che la bambina non sa leggere e scrivere, né in inglese né in italiano”.

Il prossimo ascolto dei bambini e le reazioni politiche

Nei prossimi giorni i tre bambini saranno ascoltati di nuovo dal Tribunale dei Minori dell’Aquila. Saranno presenti senza i genitori ma con un interprete. L’ascolto, sottolinea la Corte, “non è affatto un atto istruttorio, ma un diritto del minore”. Intanto, la decisione ha scatenato reazioni politiche. La ministra per la Famiglia Eugenia Roccella ha scritto su Facebook: “E così, neanche per Natale i bambini della cosiddetta ‘famiglia del bosco’ potranno tornare a casa con mamma e papà”. Il vicepremier Matteo Salvini ha commentato su X: “Per questi giudici una sola parola: VERGOGNA. I bambini non sono proprietà dello Stato”.

La richiesta di verificare lo stato psichico dei genitori

Il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha disposto un’altra verifica. In un’ordinanza pubblicata oggi, i giudici hanno stabilito che è necessario verificare lo stato psichico dei genitori. La misura fa parte del percorso per valutare la situazione complessiva. I giudici hanno riconosciuto alcuni “apprezzabili progressi” da parte di Nathan e Catherine. Hanno notato un graduale percorso di “conversione” verso il rispetto delle norme. La coppia, grazie anche al sindaco di Palmoli, ha accettato di ospitare a casa una insegnante per lezioni a domicilio. Tuttavia, la Corte chiede che i genitori abbattono definitivamente il “muro di diffidenza” mostrato in passato.

Cosa prevede la legge in questi casi

Il codice civile italiano prevede strumenti per proteggere i minori. L’articolo 330 permette di dichiarare la decadenza dalla responsabilità genitoriale se il genitore compie atti che causano un “grave pregiudizio” al figlio. L’articolo 333 consente provvedimenti di protezione, come l’allontanamento dalla casa, anche per condotte che non giustificano la decadenza. Nel caso della famiglia del bosco, il tribunale ha adottato un provvedimento provvisorio di sospensione. I giudici hanno scritto che l’allontanamento dei figli va “considerata una misura temporanea da sospendere appena le circostanze lo permettano”.

Il percorso davanti alla famiglia

La situazione per ora resta immutata. I bambini rimangono in comunità e i genitori non possono riprenderli con sé. Il tribunale dovrà ascoltare i minori con le nuove modalità stabilite. Dovrà anche valutare gli esiti degli accertamenti sullo stato psichico di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. La vicenda ha messo in luce il delicato equilibrio tra la libertà educativa delle famiglie e il dovere dello Stato di intervenire quando emergono situazioni di pregiudizio per i minori. I provvedimenti di allontanamento, ricordano i giudici, non sono una novità nell’esperienza dei tribunali italiani.

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