Una prima, buona notizia per la famiglia nel bosco. Dopo mesi in cui Catherine Birmingham, mamma dei tre bimbi, è stata costretta a stare lontana dai suoi figli, finalmente potrà incontrarli. Di nuovo. Nessuna revoca della sospensione della potestà genitoriale suo e di Nathan Trevallion, né tantomeno l’abbandono della casa famiglia. Però Catherine può finalmente rivedere i piccoli in una struttura neutra a Gissi.
Il tutto si svolge alla presenza degli operatori dei servizi sociali e va avanti da almeno quattro settimane. Si tratta, riporta l’Adnkronos che ne dà notizia, di un pezzetto del percorso avviato dai servizi sociali e dal Tribunale per valutare la possibile riunione della famiglia. “Da quattro settimane la madre vede i figli a Gissi per un incontro settimanale – spiega all’Adnkronos l’avvocato Simone Pillon – hanno anche due videochiamate a settimana”.
Bisogna ricordare che, dopo la sentenza dello scorso novembre che aveva decretato l’allontanamento dei bambini dal casolare fatiscente in cui abitavano, per qualche tempo Catherine ha potuto vivere con loro nella casa famiglia a Vasto (Chieti). Almeno fino a quando non sono sopraggiunte divergenze insanabili con gli operatori che hanno portato al suo allontanamento, sempre per ordine del Tribunale dei minorenni dell’Aquila, a causa del presunto “comportamento ostile e non collaborativo”.
Intanto ieri si è concluso il mandato ispettivo presso il Tribunale che era stato richiesto dal ministro Carlo Nordio. Una inchiesta disciplinare che era nata a seguito di numerose polemiche politiche che si è conclusa con un nulla di fatto: “Nessun illecito da parte dei magistrati, il procedimento è archiviato”, ha fatto sapere il ministero di via Arenula. I bambini erano stati allontanati dai genitori perché per i magistrati la casa in cui vivevano mancava delle più basilari norme igieniche e perché i piccoli avrebbero avuto un deficit di istruzione e socializzazione per la loro età. “All’esito dell’inchiesta sulla ‘famiglia nel bosco’ disposta dal ministro della Giustizia, non sono emersi profili di illeciti disciplinari da parte dei magistrati”, si legge nella nota, la quale ricorda che “le decisioni di merito in ossequio all’indipendenza e all’autonomia della magistratura non sono oggetto di valutazione”. “Prediamo atto che non sono state rilevate irregolarità nel procedimento giudiziario in corso – aveva replicato ieri Pillon – Quanto al merito, avremo presto modo di convincere il Tribunale per i minorenni dell’Aquila del mutato quadro fattuale e della bontà delle argomentazioni difensive maturate circa l’opportunità del rientro a casa dei minori nel loro superiore interesse”.
Articolo in aggiornamento
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