
Mentre continua lo strazio infinito della cosiddetta “famiglia nel bosco”, con la crescente “mostrificazione” di mamma Catherine da parte dei vari soggetti istituzionali che hanno in carico i suoi tre bambini, come riporta l’Ansa, i consulenti di parte hanno depositato una pesante relazione presso il Tribunale dei Minori dell’Aquila, nella quale si mette nero su bianco che la salute mentale dei tre bambini è in grave rischio.
“L’acclarata assenza di condotte pregiudizievoli in capo alla madre (abusi o maltrattamenti) – viene detto nella relazione firmata da Tonino Cantelmi e Martina Aiello –, la documentata persistenza degli effetti traumatici derivanti dalla separazione dei minori dalle figure genitoriali, nonché le constatate difficoltà degli incontri da remoto ed in presenza, rendono urgente e improcrastinabile il tempestivo ripristino del nucleo familiare, quale misura necessaria e prioritaria ai fini della tutela della loro salute psicologica”.
Inoltre i due psicoterapeuti avvertono, quasi come un monito, che “il protrarsi dell’attuale assetto relazionale e operativo, privo delle necessarie misure di accompagnamento e di tutela, mantiene la risposta traumatica nei minori e configura un fattore di rischio clinicamente rilevante per l’insorgenza di ulteriori e documentabili danni alla salute mentale dei bambini”.
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Commentando positivamente tale relazione nel corso di un programma di Rai 2, in considerazione della tremenda condizione che sta vivendo da cinque mesi la famiglia anglo-australiana, la dottoressa Sarah Viola ha definito ciò che sta avvenendo sulla pelle di questi bambini un “crimine psichiatrico”. Credo che non ci sia molto altro da aggiungere.
Claudio Romiti, 9 aprile 2026
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