Cronaca

Famiglia nel bosco: “Un bimbo in sciopero della fame finché non torna la mamma”. Il garante: non risulta

Ecco a cosa abbiamo portato questi tre bambini: dopo l'allontanamento di Catherine, le grida e i pianti. Uno dei figli non vuole più mangiare

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La notizia è clamorosa. Secondo quanto apprende LaPresse da fonti vicine alla ‘famiglia del bosco‘, infatti “uno dei tre bambini, uno dei due gemelli, avrebbe cominciato stamattina lo sciopero della fame dicendo che non mangerà fino a quando non tornerà la madre, Catherine Birmingham”. Una circostanza che però in serata il garante dei minori ha smentito e ridimensionato. “Mi vedo costretta a precisare che sono stata personalmente in visita presso la casa-famiglia che ospita i tre fratellini – ha detto Alessandra De Febis – Ho pranzato con loro lunedì 9 e nuovamente mercoledì 11 giornata in cui era presente il padre Nathan, condividendo il pasto allo stesso tavolo e potendo quindi constatare direttamente la situazione. Alla luce di quanto verificato, non risulta alcuno sciopero della fame da parte dei bambini”.

Ricordiamo che ad allontanare la madre dalla casa famiglia di Vasto dove risiedeva con i tre bambini è stata una ordinanza del Tribunale dei minori dell’Aquila, che aveva accolto le richieste dei gestori e degli assistenti sociali. Dal 20 novembre scorso i tre bambini sono stati sottratti ai genitori, a cui è stata sospesa la responsabilità genitoriale. Sul caso, sempre più drammatico, mercoledì Matteo Salvini era intervenuto in collegamento video nel corso di Ore14, condotto su Rai2 da Milo Infante. Come riportato sul sito lapresse.it, le sue parole hanno pienamente confermato l’intenzione del governo di mettere mano ad una legislazione che sembra offrire un eccessivo margine di discrezionalità, che può sconfinare nell’arbitrio, ai magistrati minorili sul tema caldo degli allontanamenti.

“Parlo da papà – tiene a sottolineare il vicepresidente del Consiglio – Se questi sono i presupposti, ciò che succede con la famiglia del bosco può accadere a qualsiasi famiglia. Il mio obiettivo è riunire questa famiglia. Oggi verrà presentata una proposta di legge della maggioranza per limitare solo ai casi più estremi la sottrazione di minori. Altrimenti portare via i bambini sarà una scelta che dovrà passare da un parere preventivo di esperti indipendenti. Inoltre – aggiunge il ministro delle Infrastrutture – oggi in Senato c’è in discussione il disegno di legge sulla tutela dei minori in affidamento. Ci sono circa 30mila minori in comunità, 17mila minori in affido presso famiglie, e 345mila minori seguiti dal servizio sociale. Vogliamo mettere ordine in quella che è una giungla, in cui mi viene il dubbio anche economicamente se non ideologicamente, qualcuno abbia interesse a continuare a rimanere nel buio”.

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Oltre a ciò, il leader della Lega ha ribadito l’intenzione di recarsi in loco per mettere, testualmente, un piccolo mattoncino per aiutare questa disgraziata famiglia a tornare unita, dialogando con tutte le parti interessate al fine di trovare una soluzione ragionevole ad un caso che, almeno a parere della grande maggioranza degli esperti e delle persone di buon senso di questo Paese, non sarebbe dovuto arrivare a questo punto.

Ma già un paio di giorni prima che il ministro intervenisse su Rai 2, sia lui che la premier Meloni hanno ricevuto l’inevitabile anatema da parte di una ben nota talebana giudiziaria: Selvaggia Lucarelli. Queste le sue illuminate parole: “Di recente la presidente del Consiglio ha tirato in ballo la vicenda giudiziaria della famiglia per sostenere il ‘si’al referendum sulla giustizia – ma non doveva essere garantita l’indipendenza della magistratura? – e il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha fatto sapere che andrà personalmente a far visita alla famiglia – ma non doveva pensare ai treni, maledizione, i treni ciuf ciuf?”.

Ora, intanto vorrei segnalare alla nostra moralista che la premier non ha mai messo in correlazione questo orrendo episodio con il referendum sulla giustizia, tant’è che, in linea con quanto sostenuto da Salvini, il governo intende percorrere la via maestra, ossia quella legislativa, per riformare lo spazio di manovra dei magistrati minorili. Quanto al resto, invece di fare dell’ironia a buon mercato, sarebbe il caso che la Lucarelli si desse una regolata. La sofferenza che le istituzioni competenti stanno causando a questi tre bambini è autentica, destinata a lasciare loro segni indelebili per il resto della loro esistenza, e quindi c’è poco da fare “ciuf ciuf”. Lo dimostra, se mai fosse necessario, anche il clamoroso sciopero della fame avviato oggi.

Claudio Romiti, 12 marzo 2026

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