Esclusiva

“Faremo un parco eolico galleggiante. In Italia 60 miliardi di investimento”

Riccardo Toto, direttore generale di Renexia Spa, ai microfoni di Nicolaporro.it: "La sfida è importante, non solo per noi ma per tutto il Paese"

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A volte, l’Italia si scopre capace di pensare in grande. E quando accade è sempre una buona notizia. La Ripartenza 2025 di Bari organizzata da Nicola Porro è stata ancora una volta l’occasione per dar voce proprio a questa porzione di Paese, che affronta le grandi sfide del nostro tempo con spirito costruttivo. Tra i protagonisti dello sviluppo c’è anche Riccardo Toto, direttore generale di Renexia Spa, che guida la realizzazione di progetto tanto ambizioso quanto concreto: un parco eolico offshore galleggiante da 2,8 GW nel cuore del Mediterraneo (denominato Med Wind), in grado di dare energia al Paese pari al 3% del fabbisogno nazionale.

“È un progetto importante, parliamo di 9 miliardi di investimento. Siamo molto contenti di realizzarlo in condivisione con tutti gli stakeholder, dai pescatori fino ai sindacati. E soprattutto, grazie a questo progetto potrà nascere in Italia una filiera che farà sì che 60 miliardi di investimento potranno essere impiegati in Italia”, ha spiegato lo stesso Toto ai nostri microfoni. “L’eolico galleggiante – ha proseguito il direttore generale di Renexia – potrà fornire al Paese un contributo dal punto di vista costi-benefici di oltre 48 miliardi di euro. La sfida è importante, non solo per noi ma per tutto il Paese”.

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Sarà per questo approccio pratico o sarà per la capacità di coinvolgere il territorio, ma il progetto di Renexia sta trovando un’accoglienza favorevole, a differenza di quanto accaduto con altre grandi opere, finite nel mirino dell’opposizione ideologica ultra-ambientalista. A raccontarlo è lo stesso Toto: “Abbiamo sentito prima le associazioni ambientaliste, poi i pescatori, i sindacati e solo da ultimo siamo andati anche dalla politica, naturalmente interessata all’opera, quindi non abbiamo mai avuto grandi contrapposizione al progetto. Probabilmente i progetti così importanti vanno condivisi con il territorio ed è proprio quello che noi stiamo cercando di farle”.

Tutto questo, però, non basta. Perché senza un impianto normativo all’altezza, anche il progetto meglio concepito rischia di restare impigliato nella solita rete di vincoli e paralisi. L’appello di Toto, sul punto, è chiaro: “Quello che noi chiediamo alle istituzioni oggi è di trovare una cornice legislativa idonea affinché questo settore possa veramente partire”. Permessi senza tempi biblici, chiarezza sulle competenze, meno burocrazia: il vero sviluppo ha bisogno di pragmatismo.

Marco Leardi, 21 luglio 2025

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