Farmaci israeliani buttati, ben vi sta: l’Asl pronta a punirle

Prima odiano poi frignano: l'imbarazzante video della dottoressa e dell'infermiera che gettavano medicinali per sostenere Gaza

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dottoresse farmaci israeliani

Un video diffuso sui social mostra una dottoressa e un’infermiera che gettano nel cestino due scatole di parafarmaci prodotti dall’azienda israeliana Teva. Il gesto, avvenuto nella casa della salute di Pratovecchio Stia, presidio dell’Asl Toscana Sud Est, era legato al boicottaggio lanciato da alcuni sanitari toscani contro Israele e contro «il genocidio a Gaza». Il filmato è stato caricato in rete e ha attirato centinaia di commenti e reazioni.

Le reazioni dell’Asl e le possibili conseguenze per le protagoniste

L’Asl Toscana Sud Est ha dichiarato di voler ricostruire quanto accaduto e sta valutando se convocare le due donne per chiarimenti. Le due rischiano un provvedimento disciplinare per aver filmato la scena all’interno di un edificio dell’azienda sanitaria. L’Asl ha precisato che quelle riprese non erano state autorizzate né condivise, e ha comunicato che si riserva la possibilità di intraprendere azioni a tutela della propria immagine e di chi lavora nei suoi presidi.

Le scuse delle sanitarie, tra scosse e chiarimenti

Nei momenti successivi alla diffusione del video, la dottoressa e l’infermiera hanno registrato un nuovo filmato in cui si scusano. In questo video, si mostrano visibilmente provate e spiegano che non avrebbero mai buttato via quei prodotti: «Non li butteremmo mai via», dice la dottoressa, mostrando i campioni gratuiti di parafarmaci, tra cui salviette e integratori, ancora integri. La dottoressa aggiunge: «Questo video è per chiedere scusa da parte nostra per tutte le persone che si sono sentite offese. Il nostro era un gesto simbolico volto alla pace. Non volevamo offendere nessuno, né coinvolgere l’azienda». L’infermiera si unisce: «Ci dispiace veramente tanto». Le due hanno anche specificato che il video è stato girato dopo l’orario di lavoro.

Critiche e commenti sui social

Il video ha scatenato molte reazioni sui social, dove le due operatrici sono state prese di mira, spesso citate con nome e cognome, anche su pagine da decine di migliaia di follower. Alcuni utenti hanno scritto: «Buttano i farmaci nel cestino, sorridono, filmano, pubblicano». Un altro commento sottolinea: «I farmaci che gettano li paghiamo noi. Con le nostre tasse. Sono beni sanitari pubblici, e loro li trattano come immondizia per fare like».

Deborah Bergamini, deputata di Forza Italia, ha commentato la vicenda ritenendo che non sia certo se i farmaci siano stati buttati davvero. Ha però criticato le due sanitarie per aver girato il video in un presidio pubblico con «smanie da attivismo ideologico». Bergamini ha detto: «Ci auguriamo che l’Asl e le autorità preposte chiariscano l’accaduto e assumano provvedimenti esemplari».

Chi sono le protagoniste della vicenda

Le due donne coinvolte sono una dottoressa di famiglia, convenzionata con l’Asl e tenuta a rispettare le regole deontologiche, e un’infermiera assunta da una cooperativa al servizio dei medici della casa della salute di Pratovecchio Stia. L’avvocato Saverio Agostini, che difende entrambe, ha detto: «Ora sono molto scosse. La loro intenzione era solo di fare un gesto simbolico, un gesto per la pace». Sanzioni più gravi, secondo il legale, non sarebbero in discussione.

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