
Attesa per la decisione di Israele sull’occupazione di Gaza. Ieri l’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha diffuso una breve comunicazione al termine di una riunione ristretta sul futuro della campagna militare nella Striscia di Gaza. Secondo la nota, “l’Idf è pronto ad attuare qualsiasi decisione sarà presa dal gabinetto di sicurezza politico-militare”.
Poco dopo, i media israeliani hanno iniziato a diffondere anticipazioni secondo cui Netanyahu sarebbe intenzionato a sottoporre al governo, probabilmente domani alle ore 18, una proposta per estendere l’operazione militare fino all’occupazione completa di Gaza. L’obiettivo, riferiscono le stesse fonti, sarebbe quello di prendere il controllo dei campi centrali della Striscia e di Gaza City, aree dove l’intelligence sospetta siano detenuti diversi ostaggi, dei quali si stima che solo 20 su 50 siano ancora vivi. Finora, queste zone non sono state colpite in modo massiccio proprio per evitare rischi agli ostaggi.
Secondo quanto riportato dal sito Ynet, durante la riunione il capo di stato maggiore Eyal Zamir avrebbe presentato più scenari possibili, esprimendo tuttavia contrarietà all’ipotesi di una conquista totale della Striscia. Pur in disaccordo, avrebbe comunque assicurato che “eseguirà qualsiasi decisione presa dai vertici politici”. Durante un incontro separato con il primo ministro, Zamir avrebbe inoltre smentito l’ipotesi di un’eventuale minaccia di dimissioni, precisando di “non aver minacciato di dimettersi”.
L’eventuale decisione di procedere contro le indicazioni dei vertici militari costringerà il primo ministro a motivare pubblicamente la propria posizione. Gli analisti ritengono che Netanyahu potrebbe fare leva su alcuni video recentemente diffusi che mostrano in condizioni critiche due ostaggi, Rom Breslavsky ed Evyatar David, per giustificare l’azione. La questione è stata discussa anche al Consiglio di Sicurezza dell’Onu a New York, in una sessione urgente alla quale hanno partecipato il ministro Gideon Sàar e, da remoto, il fratello di uno degli ostaggi.
In mattinata, le tensioni interne al governo sono emerse in maniera evidente in uno scambio di messaggi tra due membri dell’esecutivo. Il ministro Itamar Ben Gvir, favorevole a un’occupazione totale di Gaza, ha scritto su X: “Il capo di stato maggiore è tenuto a dichiarare che rispetterà le direttive del livello politico, anche se si decidesse di procedere alla conquista di Gaza”. A stretto giro, Gideon Sàar ha risposto sottolineando una posizione opposta: “Il capo dell’Idf è tenuto a esprimere la sua opinione alla classe politica. Non è tenuto alla subordinazione alle decisioni del governo”.
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Nel frattempo, Eyal Zamir ha adottato una misura operativa significativa: lunedì sera ha revocato lo stato d’emergenza bellica in vigore dal 7 ottobre, che prevedeva il prolungamento obbligatorio del servizio di riserva per i soldati di leva regolare di ulteriori quattro mesi. Questa decisione implica la riduzione della presenza militare sul campo e la fine formale dell’operazione denominata “Carri di Gedeone”.
Secondo diverse fonti, la riunione ristretta – durata circa tre ore – ha visto la partecipazione, oltre al premier e al capo di stato maggiore, anche del ministro della Difesa Israel Katz e del consigliere Ron Dermer. Al termine dell’incontro sarebbero emerse divergenze di vedute tra l’autorità politica e quella militare.
Finora, nei 22 mesi di conflitto, l’Idf si è costantemente mostrato contrario all’estensione dell’operazione a tutto il territorio di Gaza. Le motivazioni includono sia la sicurezza degli ostaggi, sia fattori logistici: l’eventuale evacuazione di circa un milione di persone, la necessità di creare nuovi campi per gli sfollati e la gestione civile dell’area, che non rientra nelle competenze militari.
In merito alla proposta di Netanyahu, le famiglie degli ostaggi hanno espresso forte preoccupazione, definendola “una condanna a morte per i loro cari”. Sul tema è intervenuto anche Donald Trump. “Siamo lì per sfamare la gente. Per il resto non posso dire, spetta a Israele”. l’opinione del presidente americano: “Stiamo cercando di garantire cibo alla popolazione di Gaza. Israele ci aiuterà nella distribuzione, gli Stati arabi con i finanziamenti. Attualmente stiamo cercando di sfamare la popolazione di Gaza e abbiamo ricevuto 60 milioni di dollari per questo”. Il capo della Casa Bianca si è anche soffermato sul video di Hamas che mostra l’ostaggio Evyatar David: “L’ho visto. Penso che sia orribile e spero che molte persone possano vedere di che cosa si tratta, perché è orribile”.
Franco Lodige, 6 agosto 2025
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