Fdi-Quirinale, lo scontro è aperto. La Russa: “Garofani si deve dimettere”

Si riapre la ferita dopo le parole del consigliere di Mattarella durante una cena. Il Presidente del Senato: "Fosse stato di destra lo avrebbero crocifisso"

9.3k 16
la russa mattarella garofani (4)

Il presidente del Senato Ignazio La Russa è intervenuto sul caso che coinvolge Francesco Saverio Garofani, consigliere del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Le considerazioni di Garofani — espresse durante una cena privata — sono state pubblicate dalla Verità, che ha parlato di un «complotto del Quirinale contro Meloni». Secondo La Russa, alla luce di quanto emerso, il consigliere dovrebbe lasciare il ruolo di segretario del Consiglio Supremo di Difesa.

Affrontando nuovamente il caso al XXVII Italia Direzione Nord di Milano, La Russa ha dichiarato: «Credo che il segretario del Consiglio Supremo di Difesa – che si deve occupare della difesa nazionale – sia meglio che lasci quel ruolo». Il presidente del Senato ha precisato che Mattarella «non ha nessuna responsabilità» e che il capo dello Stato «sono certo non condividere le cose dette dal suo consigliere». “La colpa – ha aggiunto – è di chi solleva il problema, non di chi forse inconsciamente esprime non il pensiero del presidente della Repubblica, ma i suoi personali desideri, che non sono degni di uno che fa il consigliere del presidente”.

«Che Meloni non c’entrasse niente era del tutto evidente»

La Russa ha poi sottolineato come la presidente del Consiglio fosse estranea alla vicenda: «Che Meloni non c’entrasse niente era del tutto evidente. Si parla di un Consigliere che in ambiente di tifosi, a ruota libera, si è lasciato andare improvvidamente a tutta una serie di valutazioni su governo, su Meloni».

«Fosse stato di destra sarebbe stato crocifisso»

“L’idea che mi sono fatto – ha detto  La Russa – è di un consigliere, che in un ambiente di tifosi più che calcistico, quindi a ruota libera, non so se bevessero anche vino, e come si suol dire ‘in vino veritas’, si sia lasciato andare improvvidamente a tutta una serie di valutazioni sul governo e sulla Meloni. Certo che se a parlare è un consigliere del presidente della Repubblica, non si può addossare ciò che dice al presidente della Repubblica, ma una critica a questo consigliere è assolutamente legittima, specie se gli è stato chiesto di smentire, e lui anziché smentire ha detto che è vero, ma si trattava di chiacchiere tra amici”. Il presidente del Senato ha infine criticato l’atteggiamento di Garofani, ritenendo insufficienti le sue giustificazioni: «Se lo dice un consigliere del presidente della Repubblica non si può addossare questo pensiero al presidente, ma una critica a questo consigliere è assolutamente legittima, soprattutto se gli è stata chiesta una smentita e lui ha detto “si trattava di chiacchiere di amici”. Fosse stato uno di destra oggi lo vedremo appeso ai lampioni di qualche città o cattolicamente crocifisso». E ha concluso ribadendo che «si tratta dei suoi personali desideri, che non sono degni di uno che fa il Consigliere del Presidente».

Ieri Meloni aveva però smorzato i toni, rivendicando l’ottimo rapporto con Mattarella: “Ho parlato direttamente col presidente della Repubblica, ho chiarito con il presidente della Repubblica tutta la questione, approfitto per ribadire l’ottimo rapporto che da sempre ho con il presidente Mattarella, non penso che sia il caso di tornare su questa vicenda”. “Non ero a conoscenza della nota che ha fatto Galeazzo Bignami, – aveva aggiunto la premier – anche se io continuo a ritenere, come vi ho già detto, che la nota servisse a fugare i dubbi dal Quirinale non a concentrare l’attenzione sul Quirinale”.

La frenata di La Russa

In una nota, La Russa ha poi corretto il tiro: “Spiace che avere risposto a una domanda sul Consigliere Garofani possa pensare di far riaprire un caso che, anche io, come Giorgia Meloni, considero chiuso e sul quale ho espresso personalmente sin dal primo minuto, piena solidarietà al Presidente Mattarella. Certo, ho detto, forse in maniera troppo sincera, che Garofani potrebbe essere imbarazzato a svolgere il ruolo non di Consigliere ma di Segretario del Comitato Supremo di Difesa. Ma non tocca a me chiedere le sue dimissioni e nemmeno l’ho fatto”.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version