Politica

Fedez, lo spettacolo del voltagabbana

Fedez sul palco di Forza Italia: "come si cambia per non morire"

E così abbiamo il Fedez candidato in pectore per Forza Italia. L’avreste immaginato? Io sì, perché conosco i miei polli e lo scrivo ogni volta che posso. Poi venitemi a dire perché non voto e perché sempre più gente non vota. Anche il Fedez lo rivela dalla splendida cornice di Forza Italia giovani, troppo adamantino lui per sprecare la sua preferenza, nessuno alla sua altezza morale, in compenso si fa votare, se lo votano non si tira indietro, è qui apposta, per farsi acquistare come un pandoro. Era in predicato coi grillini, io che conosco i miei polli me le ricordo le foto con Travaglio, Scanzi, Di Battista “che mi insegna la politica”, mecojoni.

Poi le ferragnate sono andate male ed eccotelo a gongolare con Gasparri, quello degli insulti reciproci, “coso dipinto”, “coglione”, eccolo con Tajani che sgomita per poterne avere udienza, manco fosse Mattarella. Introdotto da Cruciani che non fa il “provocatore”, fa l’anfitrione, aprissero mai la Gintoneria, così si festeggia in un luogo carino. L’avresti mai detto? Ma certo, come no. Che problema c’è? Fedez che dai giovani di Forza Italia, perché i vecchi in estinzione ma per fortuna ha i giovani, appassionati, disinteressati, attacca gli antichi mentori a partire proprio Travaglio, che garantiva, “Fedez è uno dei pochi che capisce di politica”, e rimeicojoni, questo la dice lunga più su Travaglio che su Fedez; attacca Sala, che lo insignì dell’Ambrogino d’Oro “per meriti sociali”. Attacca la sinistra cui, da figlio di Rozzano, di Buccinasco, si sente o si sentiva organico pur sulla Ferrari personalizzata, pur mentre festeggiava i 30 anni al supermercato in una girandola di generi alimentari scagliati, sprecati, “e adesso che diciamo? Diciamo che li diamo in beneficenza”, nel tripudio di Gasparri che lo vede “vicino alle nostre posizioni”.

Ha ragione, contento lui, contenti i giovani di Forza Italia… Posizioni quali? Ideali quali? Ma basta, fermiamoci qui, che già mi arriva, tipo Alberto Lionello nei panni di Gilda, “uehi tì, moralista, qualunquista, fascista!!!”, che sarebbe a dire un pirla che non sa farsi gli affari suoi e per fare gli affari devi fiutare il vento. Fedez in questo è bravissimo ma qui si può far finta di niente, non è il caso di guastare la festa ricordando che coi pendagli da curva conclamati lui progettava intraprese commerciali: poi sono finiti in una trentina in galera con accuse che vanno dal racket all’omicidio – lui no, non è indagato, non è indagato, capito? Lo ripeto, non è indagato, a noi garantisti, ci batte forte il cuore, sempre – e allora ecco, Milano fa schifo, è pericolosa, signora mia, sapesse poi le spedizioni punitive che fanno con certi mazzieri, perfino narcotrafficanti, perfino killer, signora mia, meno male che Sala non si può più candidare.

Speriamo in uno di Forza Italia, così gli danno un altro Ambrogino, come un tempo i Telegatti. Ma si era capito, si era capita la riconversione e anche che Fedez era pronto a diventare guru dell’altra sponda, opinionista, giornalista analitico e quindi candidato e quinci eletto. L’avevamo realizzato vedendo che al suo podcast autoreferenziale, pura operazione di preparazione al potere, andavano personaggi consoni, come Ilaria Salis, ma pure colleghi che non avremmo davvero voluto vedere; lì si capiva una cosa, la totale omogeneità del potere nelle sue articolazioni spettacolare, politica e informativa. Il potere non è più una faccenda di eletti, in tanti sensi, per dire di élite, è un circolo esoterico, chi è dentro è dentro e può fare, con rispetto parlando, quel cazzo che vuole tra cui contraddirsi soavemente e spudoratamente, chi è fuori ha pochi diritti: subire, obbedire, farsi tar-tassare, farsi prendere per il culo, farsi rinchiudere al primo stormir di pandemia, votare.

Quest’ultimo è un obbligo morale ma vedrete se non ci arriveremo alla repressione legale, vedrete se non scatterà il coprifuoco anche nel caso di sottrazione alla scheda. Ah, che qualunquismo schifoso questo Del Papa fissato col vaccino che gli ha fatto venire il cancro, ‘sto stronzo fallito. Per cui tutti ci vogliono entrare, in politica. Allora buona permanenza nella razza umana, io scendo qui e pazienza se anche questa volta farò incazzare molti, se non tutti, e padronissimi di cancellarmi anche adesso: a me lo spettacolo dei voltagabbana che vanno a cercare gloria dove conviene non è mai piaciuto, lo giudico indecente da qualsiasi prospettiva, poi Gasparri può gongolare fin che vuole, tanto non se lo ricorda più nessuno il ragazzino che voleva “violentare la Moratti”, vaste programme, oggi Fedez può sfoggiare il suo orologino da millemila euro inneggiando alla giustizia sociale e tuonando contro la violenza verbale che origina i femminicidi.

Tutte cose che piacciono alla borghesia elettorale di Forza Italia, perché sarà pure vero che bisogna saper perdere, come cantava Lucio Dalla, ma soprattutto bisogna saper vivere e da queste parti molti sono bravissimi, altri, pochi, decisamente non attrezzati. Conta il successo senza tante menate, la politica, è un cerchio di ferro che tiene insieme tutto, rapper sanremesi, bilanci saltati, borse fasulle, personaggi fasulli, occupatrici pregiudicate, cacciatori di dote, influencer, perfetti imbecilli, rottami da reality, trasformisti che Arturo Brachetti scansati, trafficanti umani da centro sociale galleggiante (vedrete, vedrete, presto…), tutti dentro e tutti a sorridersi, ah, siamo dentro, tu dove vai in vacanza? Ilaria Salis ha appena messo una foto in costume dalla Sardegna, “che figata andare al mare ma voi non dimenticatevi di votare ai referendum”. Roba da pazzi, ma la plebe, invece: brava, grande, rilassati, te lo meriti.

Beati voi che ci credete alle schermaglie da talk show, agli insulti da social: lo sapete o non lo sapete che, dopo, li trovate tutti insieme compatibilmente al ristorante stellato? Anzi non li trovate, perché a voi, plebe pulciosa, non vi fanno entrare. A meno che non entriate nel circolino, ma prima dovete fare qualcosa di preferibilmente ignobile, o almeno imbarazzante, ma se è illecito è meglio ancora, se no non vi scelgono, non vi considerano, la politica ormai è malaffare puro. E se vi considerano è squisitamente per manovre di mercato, di target, quello dobbiamo averlo sicuramente, ci porta un milione di voti, cosa poi ha fatto, cosa ha detto non conta, se prima ci odiava, se lo odiavamo chi se ne fotte, la gente beve tutto, le dai l’abbraccio, la pacificazione, il garantismo e la gente è contenta. E poi la gente è serva per natura, ci invidia, appena può si prostituisce. Cose sentite le mille volte, con queste orecchie, dagli ineffabili addetti ai lavori. E hanno ragione, chi vota, chi elegge, non è migliore di chi è votato, di chi è eletto.

E sì, d’accordo, sono un rosicone, uno che “non ce l’ha fatta”, un moralista patetico, un giustizialista, un perdente, un coglione che non sa stare al mondo, un rancido, un oncologico che purtroppo ce l’ha fatta (per il momento), quello che volete, solo che a costo di finire sotto i ponti io a questo andazzo non ho voglia di adeguarmi. Perché sia chiaro non è certo l’accostarsi alla politica che fa schifo, tutt’altro: avercene, di gente che ci crede, che è disposta a spendersi per arginare le troppe cose che proprio non vanno. È questa politica degli affari e come ci arrivi, per quali percorsi, per quali prodezze, per quali rinnegamenti, per quali faccende da far dimenticare, per quale mancanza totale di scrupoli e di ideali. Applausi, bravo Fedez, santo subito, quale sarà il prossimo? Lo sappiamo, lo sappiamo, citofonate alla voce “ong”, vi aprirà un vescovo, ma se a voi tutto questo pare normale, se vi pare decente o divertente, allora cacciatemi subito e rinchiudetemi, perché nessuna riga che scriverei potrebbe ancora meritare la dignità di essere letta.

Solo una cosa, una sola, ma consentitemela questa perplessità “in cauda”: come fanno ad osannare il “nuovo” Fedez che dà addosso alla sinistra se Forza Italia è divenuta la costola bon vivant della sinistra, la sua articolazione moderata? Ormai è evidente la fusione in Parlamento, in Europa, in televisione, al festival di Sanremo: la concordanza sullo ius soli, sul woke, sui fantomatici “diritti” è granitica, allo scopo, notorio, di destabilizzare Giorgia Meloni. Un coacervo che va da Fedez a Ilaria Salis. Che speriamo, ma senza contarci troppo, di non ritrovare alla prossima festa di Atreju, mentre Casarini va a Pontida, perché oramai in politica tutto ciò che puoi pensare è vero, specie quello che non avresti mai voluto pensare.

Max Del Papa, 1° giugno 2025

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