
Ve ne abbiamo parlato ieri durante la Zuppa di Porro. Ma forse è il caso di guardare con i vostri occhi il video vero e proprio. Parliamo di Ana Alcalde, ribattezzata sui social Barbie Gaza, una delle attiviste a bordo della Global Sumud Flotilla che, ignorando gli allarmi del governo italiano, sta tirando dritto verso la Striscia di Gaza con l’obiettivo di forzare il blocco militare di Israele e consegnare gli aiuti umanitari ai gazawi.
Una missione suicida, inutile e altamente pericolosa. Perché non si forza un dispositivo militare con 40 barche civili. Perché il rischio è di rimetterci la pelle. Perché comunque, anche qualora Israele li facesse passare, il pericolo è che l’attracco sulle cose della Striscia e la consegna dei pacchi possa trasformarsi in un bagno di sangue. E a dirlo non sono gli avversari della Flotilla, ma alcuni degli attivisti che – dopo la sosta tattica a Creta – hanno deciso di lasciare l’avventura in aperto contrasto con il Comitato direttivo. “Prima di partire, durante i training a Catania, ci era stato chiaramente detto che l’obiettivo non era quello di entrare nelle acque territoriali di Gaza, che sarebbero palestinesi anche se sono controllate da Israele. Sono state divergenze ma con lo stesso obiettivo finale, aiutare il popolo palestinese – ha spiegato il fotoreporter Niccolò Celest -. Io sono pronto a rischiare l’arresto, le difficoltà e i pericoli, ma non a rischiare la vita senza un’analisi seria delle modalità con cui si arriva a quella capitolazione, senza una reale possibilità di successo per Gaza, e senza una strategia concreta per proteggere la vita dei volontari e delle persone coinvolte in questo progetto”.
Non c’è da stupirsi, però, se alcuni militanti hanno ignorato anche l’appello di Sergio Mattarella e sono diretti verso Gaza, nonostante tutto. È forse possibile ragionare con chi ritiene che il 7 ottobre sia stato un “atto di resistenza” e gli stupri di Hamas una bufala bella e buona? Ana Alcalde, nel video che vedete qui sopra, secondo Leonardo Panetta era ospite della trasmissione En Boca de Todos, della tv Cuatro, e delle violenze sessuali dei miliziani di Hamas ha detto: “È una bufala, l’hanno smentito. Le stesse ragazze che sono state rapite si sono fatte avanti dicendo di essere state trattate bene. In realtà, una di loro, ha detto di essersi sentita brutta perché non le avevano fatto niente, perché non l’avevano toccata”.
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