Follia green: Biden se la prende con la carne

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Il fatto che dietro la riconversione ambientale ci sia la volontà di modificare il nostro stile di vita e le nostre usanze, è ormai dato per assodata. Ben venga se ciò significa vivere in città più verdi, implementare l’utilizzo di mezzi di trasporto non inquinanti, evitare inutile consumo del suolo ma se la riconversione energetica significa rinnegare i nostri costumi, dimenticare la tradizione e cancellare l’identità, non solo non si può accettare ma occorre sottolineare la necessità di pensare un ecologismo differente da quello di matrice liberal.

Crociata liberal contro la carne

Uno degli ambiti più collegati all’ambiente è l’alimentazione e negli ultimi anni, in parallelo a una riscoperta del biologico, si è diffusa una vera e propria crociata contro la carne il cui ultimo atto è l’ipotesi allo studio negli Stati Uniti da parte dell’amministrazione Biden di un “meat passport”, un passaporto per verificare il consumo di carne da parte dei cittadini.

Come riporta il sito Climate Depot, la “Climate Agenda” di Biden si muove su più fronti: “Oltre a cambiare il tipo di auto che guidiamo e il modo in cui riscaldiamo le nostre case, il piano di Biden potrebbe costringere gli americani a limitare il nostro consumo di carne rossa… Nella versione americana di Biden, potresti dover ridurre il tuo consumo di un enorme 90 percento. Secondo uno studio del Center for Sustainable Systems dell’Università del Michigan, per soddisfare i cambiamenti proposti da Joe Biden, agli americani sarebbe consentito consumare solo quattro libbre di carne rossa all’anno. Per metterlo in prospettiva, il tuo consumo di carne rossa sarebbe limitato a un tipico hamburger al mese”.

Senza libertà di dieta

L’articolo continua con una prospettiva abbastanza inquietante: “Immagina di essere limitato a un hamburger al mese e di non poter mangiare carne rossa. Il governo ci richiederà di avere i passaporti per la carne rossa per assicurarci di non superare la nostra quota di carne rossa? Se i funzionari del governo pensano di poter controllare il tuo comportamento in base al fatto che tu sia stato vaccinato, cosa gli impedisce di usare la stessa idea per limitare il nostro consumo di carne rossa a causa dell’ “ambiente”?”.

Si tratterebbe di una misura sbagliata sotto numerosi punti di vista; anzitutto andrebbe a imporre ai cittadini un comportamento limitando così la libertà di scegliere la dieta a ognuno di noi più congeniale, in secondo luogo colpirebbe un alimento come la carne che da millenni fa parte della tradizione culinaria dell’uomo.

Impossibile poi non riscontrare il rischio di un conflitto di interesse con alcune multinazionali che hanno avviato la ricerca per produrre carne sintetica (su tutti Bill Gates che ne ha parlato anche nel suo ultimo libro) e che vorrebbero sostituirla alla carne naturale.

Un conto è discutere con razionalità il tema dell’inquinamento degli allevamenti intensivi cercando di trovare soluzioni che coniughino tutela dell’ambiente, salvaguardia dei posti di lavoro e le tradizioni culinarie dei popoli, un altro imporre (addirittura con l’ennesimo pass) il regime alimentare da adottare. Si tratterebbe, di nuovo, di un approccio ideologico alla tematica ambientale da rigettare senza se e senza ma.

Francesco Giubilei, 26 aprile 2021

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