La tappa del Giro d’Italia del 15 maggio 2025 ha visto Napoli trasformarsi in un centro di protesta. Lungo il percorso, soprattutto vicino al Lungomare Caracciolo, due attivisti pro-Palestina hanno invaso la pista. Con in mano un nastro e una kefiah, hanno rischiato di bloccare alcuni ciclisti, tra cui Taco van der Hoorn della squadra Intermarché-Wanty. L’episodio poteva far cadere il ciclista e tutto il gruppo che accorreva subito dietro.
Proteste contro la squadra Israel Premier Tech
Le manifestazioni erano mirate a denunciare la partecipazione della squadra Israel Premier Tech al Giro. Secondo i manifestanti, il coinvolgimento della squadra rappresenta un simbolo delle politiche del governo israeliano legate al conflitto in Medio Oriente. A Napoli, però, la protesta non si è limitata solo alla pista. Dai balconi sventolavano anche bandiere palestinesi.
La tappa del Giro partita da Potenza si è chiusa a Napoli per un totale di 226 km. Poco prima dell’arrivo, l’agguato vero e proprio. Come si vede dai video che circolano in rete, due attivisti sono sbucati all’improvviso sulla strada tenendo un mano un nastro bianco rosso forse con l’obiettivo di frenare i ciclisti e col rischio di farli cadere con tragiche conseguenze. I ciclisti infatti correvano a velocità sostenuta e una caduta può provocare infortuni gravi. “A tre chilometri dal traguardo, i manifestanti sono sbucati sulla strada. All’improvviso mi si è parato davanti qualcuno con un nastro e chissà cos’altro aveva in mano…”, ha detto van der Hoorn. “Sono rimasto completamente immobile. Ho oltrepassato quella striscia ma mi sono fermato perché bloccavano la strada… questo ha sicuramente avuto un impatto su quella porzione di corsa. È stato triste che sia finita così. Ero completamente bloccato, ho dovuto frenare e questo ha fatto la differenza di circa dieci secondi”.
Duro il commento della polizia. “È stato solo grazie all’intervento immediato degli agenti della Polizia in borghese, tra via Colombo e via Acton, che si è evitato il peggio. I responsabili sono stati immediatamente fermati e denunciati a piede libero, ma quanto accaduto impone una riflessione: non sono più sufficienti le denunce a piede libero, è necessaria una risposta giudiziaria rapida e incisiva”, ha dichiarato Domenico Pianese, del sindacato Coisp. Il caso arriva dopo i folli attacchi di ieri sera a Torino, dove alcuni manifestanti hanno preso d’assalto il Salone del Libro per impedire ad autori israeliani di parlare.
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