“Forse è stata strappata dalla fune”. I dubbi sulla cabinovia: perché è precipitata?

Dopo Crans Montana la Svizzera affronta una nuova tragedia. In molti si chiedono: che ci faceva quella persona a bordo?

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Cabinovia svizzera

Sono state rese note le generalità della vittima della sciagura capitata sulla funivia del Titilis, dove una cabina è caduta al suolo, ribaltandosi e rotolando per diversi metri a valle. Si tratta di una donna di 61 anni della zona, che era l’unica all’interno della gondola precipitata. Il disastro è avvenuto proprio al confine tra i due cantoni “gemelli” di Obwalden e Nidwalden, e più precisamente nel territorio di quest’ultimo. Ed ecco perchè la polizia di Nidvaldo ha assunto la competenza del caso.

Come normale in questi casi, nelle indagini è anche coinvolto il SISI (Servizio di inchiesta svizzero sulla sicurezza), che è l’organo statale della Confederazione Elvetica incaricato di svolgere inchieste su incidenti ed eventi pericolosi nell’ambito delle ferrovie, dell’aviazione e della navigazione. Gli inquirenti al momento dovranno principalmente capire come mai delle persone si trovassero sulla funivia nonostante le condizioni meterologiche proibitive con vento ad oltre 80 km/h e se i sistemi di sicurezza non siano entrati in funzione come avrebbero dovuto.

20Minuten.ch ha intervistato Reto Canale, ingegnere di funivie, ed esperto di sicurezza di questi impianti. “Probabilmente è caduta l’intera cabina, inclusi il sistema di sospensione e il morsetto che tiene la gondola agganciata alla fune. Inoltre le immagini lasciano intendere che caduta sia avvenuta molto vicina ad un palo, anzi subito dopo”. “Siccome la fune non si trova al suolo e il morsetto è ancora sulla cabina, non si può escludere che la fune sia stata strappata dal morsetto”.

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Claudio Tscharner, proprietario di una ditta per dispositivi di controllo delle funivie, spiega a 20Minuten.ch il normale funzionamento di questi impianti. “La forza del vento viene costantemente misurata sull’impianto – se un sensore rileva venti troppo elevati, scatta un allarme”. E qui una persona deve decidere il da farsi, non un automatismo: “L’obbiettivo è sempre di riportare la situazione sotto controllo il più presto possibile e condurre le persone sane e salve a terra”. Tscharner ammette che “una raffica di vento, in una situazione particolarmente sfavorevole, può colpire in pieno una gondola, questo non si può escludere del tutto, […] però è difficile immaginare che non si abbia agito con cognizione di causa, specialmente in una zona come il Titlis”. I controlli sono normalmente molto severi: gli impianti vengono certificati, poi segue il collaudo delle autorità preposte. E anche durante il funzionamento, vengono controllati regolarmente.

Secondo l’esperto, a causa delle informazioni non ancora complete, si possono solo formulare ipotesi sulle cause dell’incidente. “Il vento potebbe aver causato un deragliamento della fune traente nei cosiddetti dispositivi fermacavo. La fune non cade a terra e anche le altre cabine non cadono. Tuttavia, in determinate circostanze, un veicolo trainato sopra un dispositivo fermacavo potrebbe rimanervi incastrato. É anche possibile che un sistema di sospensione si impigli in una piattaforma di manutenzione. In entrambi questi casi, il morsetto potrebbe strapparsi dal cavo, causando la caduta della gondola interesata, mentre le gondole rimanenti resterebbero agganciate al cavo”.

Andrea Gebbia, 19 marzo 2026

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