Esteri

Francia, Macron dichiara guerra ai social: stop per gli under 15

Il Parlamento approva una misura destinata a far discutere. Ora tutti aspettano l'ultimo via libera

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La Francia ha deciso di fare da apripista in Europa nella stretta sui social network. Il Parlamento ha approvato la legge che vieterà ai minori di 15 anni di accedere a piattaforme come TikTok, Instagram e Snapchat, trasformando il Paese nel primo dell’Unione europea ad adottare una misura così severa.

Dopo aver tentato di regolamentare i giganti della tecnologia, limitare il tempo che i bambini trascorrono davanti agli schermi, Macron ha ottenuto una vittoria simbolica senza precedenti in Europa.Il divieto potrebbe entrare in vigore già a settembre e, dopo il voto del Parlamento,  il capo dello Stato ha parlato di un «passo decisivo» per proteggere bambini e adolescenti dai rischi della rete.

L’approvazione è arrivata con il via libera del Senato e, successivamente, dell’Assemblea Nazionale, dove il testo è passato con 279 voti favorevoli e 81 contrari. Resta ora soltanto il controllo del Consiglio costituzionale, ultimo passaggio prima dell’entrata in vigore della legge.

In cosa consiste il divieto

L’idea è semplice: dal 1° settembre chi ha meno di 15 anni non potrà più aprire nuovi profili sui social, mentre da gennaio 2027 saranno chiusi anche gli account già esistenti. A verificare l’età degli utenti dovranno essere direttamente le piattaforme, attraverso sistemi di identificazione che il governo assicura essere già disponibili o in fase di completamento.

«Per alcuni mesi tutti dovremo dimostrare la nostra età. Se un utente avrà meno di 15 anni, il suo account verrà chiuso», ha spiegato la ministra per il Digitale, Anne Le Hénanff, garantendo che i dati personali saranno tutelati.

La stretta arriva dopo anni di allarmi sugli effetti dei social sulla salute mentale degli adolescenti. Già nel 2025 l’autorità sanitaria francese aveva indicato TikTok, Instagram e Snapchat come fattori di rischio, soprattutto per le ragazze, pur precisando che il disagio psicologico delle nuove generazioni ha cause ben più complesse.

Le critiche non sono mancate

Una parte dei senatori avrebbe preferito distinguere tra piattaforme considerate più pericolose e altre accessibili con il consenso dei genitori. Alla fine, ha prevalso la linea più rigorosa dell’Assemblea Nazionale: divieto generalizzato sotto i 15 anni.

Alcuni deputati della sinistra hanno messo in dubbio l’efficacia dei sistemi di verifica dell’età, hanno sollevato interrogativi sulla privacy e avvertito che molti ragazzi potrebbero comunque aggirare il divieto. La legge, inoltre, non prevede sanzioni né per i minori né per i loro genitori e lascia fuori dal blocco enciclopedie online e piattaforme con finalità educative.

La scelta di Parigi potrebbe però fare scuola

Da mesi Francia, Grecia e Spagna spingono la Commissione europea verso regole comuni per limitare l’accesso dei più giovani ai social network. La presidente Ursula von der Leyen ha già parlato della necessità di un accesso «graduale» alle piattaforme digitali e Bruxelles sta sperimentando un sistema europeo di verifica dell’età.

Se il Consiglio costituzionale darà il via libera, la Francia diventerà il laboratorio europeo di una misura destinata ad alimentare il dibattito anche negli altri Paesi dell’Unione. Un confronto che, fuori dall’Europa, è già iniziato: l’Australia, infatti, è stata la prima al mondo a imporre ai grandi social la cancellazione degli account degli utenti con meno di 16 anni, prevedendo pesanti sanzioni economiche per le piattaforme che non rispettano il divieto.

Cristina de Palma, 21 luglio 2026

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