“Francia sull’orlo del baratro”. La verità su Macron: ecco perché è agitato

Le Figarò: "Il Generale de Gaulle si starà rivoltando nella tomba, il Paese è bloccato e nelle mani dei partiti". Emmanuel sempre più solo

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macron figaro

Sapete perché Emmanuel Macron appare un tantino nervosetto, tanto da convocare prima l’ambasciatore italiano per una battuta (magari scomposta, ma non tremenda) di Matteo Salvini e poi quello americano per motivazioni simili? Non è solo questione di standing internazionale, del ruolo che il presidente francese sperava di conquistare alla guida dei volenterosi per poi ritrovarsi alla Casa Bianca alla corte di Donald Trump. Spettatore comprimario. La verità è che in Francia l’inquilino dell’Eliseo sta “gestendo” quello che Le Figarò chiama un Paese “sull’orlo del baratro”.

“Il Generale de Gaulle si starà rivoltando nella tomba – scrive il quotidiano francese in un durissimo editoriale -. Probabilmente non avrebbe mai immaginato che la Costituzione da lui data alla Francia avrebbe permesso una tale confusione: un Paese bloccato, nelle mani dei partiti. Peggio ancora, l’impotenza della coppia esecutiva di fronte all’attuale vendicatività politica gli sarebbe intollerabile. Gli elogi di Emmanuel Macron a François Bayrou, che spera di vedere al suo fianco fino alla sua partenza dall’Eliseo, non ingannano nessuno”.

Per Yves Thréard le moine tra i due esponenti politici sono solo una “ammissione di un governo spaventato, impotente e circondato, che cerca di unirsi per contrastare gli attacchi dei suoi avversari, piuttosto che un’espressione di sincera amicizia”. La Francia insomma vive un “grande scompiglio” e a poco serve rivolgersi ai francesi per provare a superare lo stallo. “François Bayrou fa appello al loro senso di responsabilità per non paralizzare il Paese a partire dal 10 settembre. Teme soprattutto un nuovo episodio in stile “gilet gialli”. Potrebbe annunciare lunedì che il Presidente della Repubblica sta valutando un referendum? Nei giorni festivi, per esempio? L’idea potrebbe essere nata giovedì scorso durante la cena a Fort Brégançon”.

Il punto è che, riforme o meno, anche la vita politica di Bayrou è appesa ad un filo, ovvero ai desiderata dei partiti che lo sostengono, come quella dei suoi predecessori nominati da Macron dopo la catastrofe del voto europeo e lo scioglimento dell’Assemblea. “Le elezioni comunali si avvicinano: qualunque cosa dicano, Socialisti e Verdi rimangono sotto il controllo del caudillo Mélenchon. La salvezza del Primo Ministro è quindi nelle mani del Rassemblement National. Contrario all’eliminazione dei giorni festivi e all’aumento delle tasse, il partito di Marine Le Pen chiede anche una revisione completa dell’assistenza sociale per gli immigrati. In altre parole, il Raggruppamento Nazionale è pronto a censurare, a meno che…”.

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