“Fratturata la testa”. Studente ucciso dagli antifà, l’autopsia rivela: così è morto

La Francia sotto choc per la morte del giovane identitario. Nella bufera La France Insoumise. Sospeso l'assistente di un deputato: "C'era anche lui"

5.5k 26
lione

Lione sotto shock per la morte di Quentin Deranque, 23 anni, militante identitario di destra, deceduto dopo un’aggressione avvenuta giovedì 12 febbraio nei pressi della facoltà di Scienze politiche della città. L’episodio, maturato in un clima di forte tensione politica, ha immediatamente assunto una dimensione nazionale, con accuse incrociate e polemiche che investono direttamente La France Insoumise, il partito guidato da Jean-Luc Mélenchon.

Secondo le prime ricostruzioni, Deranque si trovava nei dintorni dell’università insieme ad altri giovani per scortare il collettivo femminile nazionalista Némésis, che stava protestando contro una conferenza dell’eurodeputata LFI Rima Hassan. Intorno alle 18 il ragazzo è stato circondato da un gruppo di militanti antifascisti. Testimoni parlano di un’aggressione violenta: gettato a terra, colpito ripetutamente con calci e pugni, anche al volto. Circolano dei video choc.

In un primo momento il 23enne avrebbe rifiutato il ricovero, ma le sue condizioni si sono rapidamente aggravate. Trasportato in ospedale in serata, è entrato in coma per un’emorragia cerebrale. Sabato 14 febbraio è stato dichiarato morto.

La procura di Lione ha aperto un’inchiesta per lesioni volontarie aggravate con esito mortale. Tra i nomi emersi nel corso delle indagini figura Jacques-Élie Favrot, collaboratore parlamentare del deputato LFI Raphaël Arnault. La presidente dell’Assemblea nazionale, Yaël Braun-Pivet, ha disposto in via cautelativa la sospensione del suo accesso al Parlamento. Favrot, tramite il proprio avvocato, ha respinto ogni accusa, annunciando azioni legali contro chi lo ritiene coinvolto.

Le polemiche si sono rapidamente estese al piano politico. Esponenti della destra e membri del governo accusano La France Insoumise di avere contribuito ad alimentare un clima di radicalizzazione e odio negli ultimi mesi, in particolare dopo le prese di posizione del partito sul conflitto israelo-palestinese. Nel mirino anche i rapporti tra ambienti vicini a LFI e la Jeune Garde Antifasciste, gruppo sciolto l’estate scorsa dal ministero dell’Interno.

Le accuse non arrivano soltanto dall’area conservatrice. Anche settori della sinistra moderata parlano di “brutalizzazione del dibattito pubblico” e invitano tutti i leader politici ad abbassare i toni. In questo quadro, la morte del giovane militante rischia di diventare un ulteriore detonatore in un Paese già attraversato da profonde fratture ideologiche.

Mentre la magistratura prosegue le indagini per chiarire responsabilità e dinamica dei fatti, la Francia si interroga sul livello di scontro raggiunto nel confronto politico. La Procura ha fatto sapere che è stata aperta un’inchiesta per “omicidio volontario”. Gli autori dell’aggressione “sono in corso di identificazione” e che “più di una quindicina di testimoni” sono stati ascoltati dalla polizia. È stata effettuata un’autopsia sul corpo, che ha permesso di stabilire che la vittima “presentava principalmente lesioni alla testa, un grave trauma cranio-encefalico associato a una frattura temporale destra”.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version