Furiosa lite Musk-Trump. Colpo di scena Elon: “Devo fare un partito?”

Il presidente Usa: "Non so se il rapporto tornerà lo stesso". Il magnate: "Ingrato, senza di me avrebbe perso". Poi fa un sondaggio...

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Musk Trump

Il rapporto tra Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, ed Elon Musk, fondatore di Tesla e SpaceX, sembra aver raggiunto un punto di rottura definitivo. La frattura è nata dal disaccordo su una nuova legge di bilancio, il cosiddetto “Big Beautiful Bill”, descritta da Musk come un “abominio disgustoso“. La legge, fortemente voluta da Trump, introduce tagli fiscali significativi per i più abbienti e prevede investimenti in difesa e sicurezza, ma elimina incentivi per le energie rinnovabili e per l’acquisto di auto elettriche.

Commentando le critiche di Musk, Trump si è detto “molto deluso”. Durante un incontro nello Studio Ovale con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente ha dichiarato di non sapere se il rapporto con Musk potrà mai tornare quello di un tempo. “Mi è sempre piaciuto Elon, avevamo un grande rapporto”, ha detto Trump. Tuttavia, non ha esitato a criticare Musk, accusandolo di essere contrario alla legge a causa dell’eliminazione degli incentivi per i veicoli elettrici. “Elon conosceva tutti gli aspetti interni della legge, meglio di chiunque sia seduto qui, sapeva tutto, non ha avuto nessun problema, ma all’improvviso sono arrivati i problemi quando ha scoperto che venivano tagliato l’obbligo delle auto elettriche, perché sono miliardi e miliardi di dollari”, ha detto The Donald.

Elon Musk replica: “Mai vista questa legge”

Musk, da parte sua, ha risposto immediatamente alle dichiarazioni di Trump. Sul suo account X, ha definito “falsi” i commenti del presidente, affermando di non aver mai avuto accesso al testo della legge, approvata “nel cuore della notte”. Musk ha definito la legge una montagna di spese pubbliche inutili e ha ricordato di non aver chiesto mai incentivi per le Tesla elettriche. Anzi. “Mantenete pure i tagli agli incentivi per i veicoli elettrici/solare nel disegno di legge – ha scritto su X – ma tagliate anche tutti gli aumenti folli della spesa in modo che l’America non vada in bancarotta!”.

La tensione tra i due non è nata ieri. Già il 1 giugno 2025, Trump aveva ritirato la nomina di Jared Isaacman, un candidato sponsorizzato da Musk, come capo della NASA. La decisione aveva contrariato Musk, che aveva definito Isaacman “competente e di buon cuore”. Secondo il presidente, il ritiro era legato a un’attenta revisione dei legami passati del candidato. Molti hanno visto questa mossa come una possibile ritorsione per alcune critiche precedenti mosse da Musk contro l’amministrazione Trump.

Come noto, nei giorni scorsi Musk aveva anche lasciato il DOGE, il Dipartimento per l’Efficienza Governativa. Elon aveva guidato il dipartimento con l’obiettivo di ridurre gli sprechi del governo federale, ottenendo risparmi miliardari. Tuttavia, la nuova legge di bilancio ha portato Musk a prendere le distanze dall’amministrazione, accusandola di vanificare i risultati raggiunti dal DOGE. “Il Congresso sta portando l’America alla bancarotta spendendo cifre astronomiche!”, ha scritto sui social.

Infine, su X, Elon Musk ha poi lanciato un sondaggio decisamente criptico e potenzialmente esplosivo in vista delle elezioni di Midterm: “È giunto il momento – ha chiesto ai suoi follower – di creare un nuovo partito politico in America che rappresenti davvero l’80% della popolazione media?”.

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