Galli dà i numeri: “Abolire il green pass è come condonare gli evasori”

Il virologo ammette il “trend favorevole” dell’epidemia, ma difende il green pass

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Non c’è solo la battaglia parlamentare sulla rimozione del green pass. Una fetta di virologi star fa il tifo per il lasciapassare, e non basterà la lettera di Susanna Tamaro al Corriere per dissuaderli. Se Walter Ricciardi chiede di tenere il passaporto vaccinale fino al 2022, Massimo Galli fa pure di peggio. E paragona la possibile (ma improbabile) abolizione del green pass ad un condono fiscale.

Come, scusi? Il professore, ospite ad Agorà su Rai3, ha fatto il suo solito intervento sulla situazione Covid in Italia. Come si spiega i tanti morti ancora registrati nel bollettino? “Posso aggrapparmi al fatto che il nostro è un Paese molto anziano e i colpi di questa ondata sono spesso non vaccinati”, replica Galli. “Ma vorrei sapere quanto di questi decessi sono causati da Omicron“. Come va la situazione epidemiologica? “È evidente che siamo in un trend favorevole, di franca remissione dell’epidemia“. Quindi liberi tutti? Macché.

“Non possiamo lasciarci alle spalle quello che abbiamo imparato: non dobbiamo ritrovarci nelle stesse condizioni, buttando via la fatica e l’esperienza fatta”, dice il virologo. Ed è qui che Galli spara la sua interpretazione sulla possibile cancellazione del lasciapassare. “Mascherine e green pass sono due strumenti su cui si possono fare scelte politiche o scelte tecniche”, afferma. Nel primo caso, nulla da dire: “Non capisco, ma mi adeguo”. Nel secondo caso Galli ritiene invece che tutto debba essere mantenuto: mascherati e greenpassati. “La differenza è tra valutazioni generali e scelte di questo o quel politico che vuole portare qualche piccolo vantaggio a casa – aggiunge Galli – È un po’ la storia di tutti quelli che pagano le tasse puntualmente e poi si ritrovano un condono fiscale. Qui è un po’ peggio, è un condono che pesa sulla salute degli altri”.

La domanda è: ma che vuol dire?

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