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Game over per Marine Le Pen: rimane ineleggibile alle prossime elezioni presidenziali

La leader del Rassemblement National resta esclusa dalle elezioni del 2027 in attesa del processo d’appello

Marine Le Pen Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Il Consiglio di Stato francese ha confermato l’ineleggibilità di Marine Le Pen, respingendo il ricorso presentato dalla leader del Rassemblement National contro l’esecuzione immediata della pena inflitta dal Tribunale penale di Parigi nel marzo scorso. La decisione, comunicata oggi mantiene la leader dell’estrema destra fuori dalle competizioni elettorali, almeno fino alla conclusione del processo d’appello previsto per l’inizio del 2026.

La vicenda affonda le sue radici nel cosiddetto caso degli assistenti parlamentari del Front National, che riguarda l’uso di fondi del Parlamento europeo per pagare collaboratori del partito in Francia. Secondo l’accusa, tra il 2004 e il 2016 il sistema avrebbe permesso di distogliere circa 4 milioni di euro di risorse pubbliche europee.

Lo scorso 31 marzo 2025, il Tribunale penale di Parigi aveva condannato Marine Le Pen a quattro anni di reclusione, di cui due con sospensione della pena, a una multa di 100.000 euro e a cinque anni di ineleggibilità con effetto immediato. Durante l’udienza, la leader del RN aveva lasciato l’aula prima della conclusione della lettura della sentenza.

A seguito della condanna, lo scorso aprile Le Pen era stata cancellata dalle liste elettorali. Una decisione che aveva immediatamente contestato davanti al Consiglio di Stato, chiedendo anche di sottoporre una questione prioritaria di costituzionalità (QPC) al Consiglio costituzionale. La più alta giurisdizione amministrativa francese ha tuttavia rigettato la richiesta, confermando la validità dell’esecuzione provvisoria della pena.

Il processo d’appello è fissato dal 13 gennaio al 12 febbraio 2026, quando si deciderà se la condanna sarà confermata, ridotta o annullata. Intanto, la decisione del Consiglio di Stato rappresenta un duro colpo politico per Marine Le Pen, che sperava di far cadere il governo Macron e presentarsi come candidata di RN in eventuali elezioni anticipate. Domani mattina sarà votata la sua mozione di censura, con la quale chiede con forza la caduta del governo Macron e lo scioglimento anticipato del Parlamento. Nel frattempo, il suo futuro politico sembra tracciato, e molti si domandano se deciderà di cedere il testimone della corsa all’Eliseo al suo “delfino”, Jordan Bardella, attuale presidente del partito.

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