
Un paio di considerazioni su quanto avvenuto attorno al delitto di Garlasco, oggi pomeriggio. Intanto chiariamo un punto: il fatto che la Procura dica che quella vicina al corpo di Chiara Poggi sia un’impronta di Andrea Sempio, non significa che lo sia sicuramente, ma che secondo una perizia, quella sarebbe l’impronta di Sempio. Non è una differenza semantica: nel nostro ordinamento giudiziario, le prove si “formano” in aula durante il processo. E la difesa ha tutto il diritto di far esaminare quell’impronta da un proprio perito, che magari invece arriverà alla stessa conclusione cui, all’epoca, arrivarono i Ris di Parma, cioè che quell’impronta, che comunque sostengono possa essere quella dell’assassino, non sia utilizzabile.
Presumo ci possa essere un altro incidente probatorio, dopo quello già in corso per l’attribuzione del dna ritrovato sulle unghie di Chiara. Altra considerazione: che l’avvocata di Sempio si lanci in un dissing via story di Instagram contro la Procura, non mi sembra esattamente un comportamento da professionista: c’è una ragazza morta, c’è una nuova indagine in corso, potrebbe esserci un innocente in carcere da qualche anno, per quanto sia giusto considerarlo colpevole vista la sentenza passata in giudicato, ecco, magari tenere un comportamento un po’ più rispettoso delle circostanze, sarebbe auspicabile.
Sensazione personale: se la Procura va così spedita, vuol dire che in questo anno di indagini ritiene di aver acquisito qualcosa di importante. Che lo sia davvero, spetterà eventualmente a dei giudici stabilirlo.
Guglielmo Mastroianni, 22 maggio 2025
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis)