Nelle prossime ore si terrà a Milano un vertice tra il procuratore di Pavia Fabio Napoleone e la procuratrice generale Francesca Nanni. L’incontro, richiesto dallo stesso Napoleone, avrà al centro la nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco.
Chiaramente il focus dell’incontro non è noto e, considerato l’imperturbabile silenzio della procura di Pavia negli scorsi mesi, non si rimarrebbe stupiti qualora continuasse a non filtrare nulla nei prossimi giorni. Si possono però fare delle supposizioni, alla luce dei nuovi fatti acclarati.
Secondo fonti investigative e anticipazioni pubblicate nelle ultime ore, la Procura di Pavia si prepara a chiudere le indagini su Sempio con richiesta di rinvio a giudizio. Ma l’aspetto più esplosivo riguarda una suggestione su Alberto Stasi: voci di corridoio riferiscono che l’ufficio di Napoleone starebbe valutando un’istanza di revisione del processo direttamente alla Corte d’Appello di Brescia. Si tratterebbe di una mossa storica, promossa dalla stessa Procura titolare delle indagini, che potrebbe portare alla riapertura di uno dei casi più controversi della cronaca italiana.
A spingere in questa direzione sono le nuove carte che Pavia avrebbe a disposizione sul caso, ottenute dopo mesi di indagini serrate e di perizie, nonostante il fumo negli occhi che in tantissimi hanno cercato di amplificare ai danni dell’inchiesta.
Certamente la procura vanta nuovi indizi raccolti sulla presunta corruzione nell’inchiesta del 2017 che prima indagò e poi archiviò Sempio. Ci sono poi delle importantissime risultanze scientifiche anche successive alla perizia Albani che escluderebbero Stasi dai profili genetici rilevati. Mentre anni fa, stando agli inquirenti, non si poteva escludere che il dna trovato sotto le unghie della povera Chiara fosse di Stasi, oggi non solo Stasi è escluso, ma sono stati trovati profili riconducibili con almeno un’altra persona: Andrea Sempio.
La procura ripone grande affidamento anche sulla consulenza della professoressa Cristina Cattaneo. Per l’anatomopatologa, nell’aggressione sarebbero state usate più armi. Non solo: la morte di Chiara sarebbe da collocare in un orario diverso, un orario successivo a quello che ha portato alla condanna di Stasi e che quindi lo sposterebbe fuori dalla scena del crimine. Alberto infatti, dalle 9:35 alle 12:20 ha un alibi inattaccabile.
Ci sarebbero inoltre nuovi approfondimenti sull’impronta 33, trovata sulla parete della scala e attribuita ad Andrea Sempio. La BPA (Bloodstain Pattern Analysis) invece parrebbe escludere l’uso del lavabo al piano terra da parte dell’assassino.
Un altro elemento clamoroso (se confermato) è la scoperta di una traccia della scarpa Lacoste di Alberto Stasi su una chiazza di sangue. Uno dei capisaldi che ha condotto alla condanna di Stasi è che non furono trovate impronte dei suoi passi fra le macchie e le pozze di sangue in casa Poggi. Stando a chi lo condannò era impossibile che uno “Stasi scopritore” del cadavere della fidanzata potesse scientemente evitare di calpestare ogni traccia. Ebbene queste tracce potrebbero essere state trovate oggi nei reperti fotografici dell’epoca…
C’è infine un’incredibile coincidenza quantitativa tra il DNA (2,78 nanogrammi) di Chiara trovato su un pedale della bicicletta “Umberto Dei” di Stasi e lo stesso valore repertato sul cucchiaino lasciato nel lavandino. Un dettaglio tecnico che potrebbe aprire nuovi scenari su possibili contaminazioni o, peggio, strane confusioni dei RIS dell’epoca.
Questi elementi emersi da consulenze tecniche recenti, se confermati, ribalterebbero ampiamente la ricostruzione che ha portato alla condanna di Stasi.
La Procura di Pavia, dopo mesi di silenzio investigativo, sembra dunque pronta a scoprire le carte. La chiusura delle indagini su Sempio e la contestuale richiesta di revisione del processo Stasi rappresenterebbero una doppia mossa senza precedenti: accusare il nuovo indagato e, di fatto, ammettere che la condanna definitiva di Stasi potrebbe essere inficiata da gravi errori o lacune.
Alessandro Bonelli, 24 aprile 2026
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