In merito allo scontro tra Chiara Ingrosso e l’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, le cose stanno letteralmente deflagrando. A seguito della divulgazione di un altro audio registrato dalla giornalista, venerdì scorso De Rensis è sbottato al telefono durante le Verità nascoste, talk condotto su Canale5 da Milo Infante.
In estrema sintesi, si tratta di una conversazione tra i due protagonisti nella quale la Ingrosso, dovendo intervistare una testimone, chiedeva consigli al De Rensis, sottolineando di nutrire un certo timore nei riguardi di Stefania Cappa, la quale nel frattempo aveva ottenuto una condanna per Alessandro De Giuseppe de Le Iene. In sostanza ella temeva di subire lo stesso trattamento.
Da qui, essendo venuta alla luce una certa vicinanza tra la stessa Stefania Cappa e la Ingrosso, l’ira funesta espressa in diretta dall’avvocato bolognese, il quale non ha usato certamente il fioretto per esprimere tutto il suo disappunto, preannunciando un prosieguo della vertenza sul piano giudiziario. Queste le sue parole: “Per tre mesi ho subito un attacco vergognoso a seguito di un piano diabolico. Ricordo che questa signora fingeva di avere paura dell’avvocato Cappa, quando mi registrava. E sembra lo facesse mentre si trovava a casa della stessa. Verrà appurato”.
“Io – ha aggiunto De Rensis – ho dato delle risposte che dà un avvocato correttissimo dal punto di vista deontologico. Probabilmente questa persona è stata caricata come un proiettile impazzito da qualcuno che le ha fatto credere che può compiere quotidianamente dei reati e rimanere impunita”.
Dopodiché il nostro ha lanciato una sorta di diffida erga omnes a mezzo stampa: “Fino a ieri sera ho cercato di controbattere con l’ironia. Ora sono stato obbligato dal professore Berti, l’avvocato Aquili e l’avvocato Rossi ad agire.
Quindi adesso è finito il tempo dell’ironia. Questa persona comprenderà che in territorio italiano non si possono compiere reati rimanendo impuniti. Qualunque mezzo di informazione dovesse fare da cassa di risonanza al compimento di reati – ha concluso – sarà perseguito senza indugio”. Per quel che mi riguarda, avendo seguito la riapertura del caso di Garlasco sin dall’inizio, dato che non è mai emerso nulla a carico della famiglia Cappa e che allo stato vi è un solo indagato, il quale con tutta probabilità subirà un processo, credo che tutto questo polverone sia finalizzato a delegittimare l’indagine della Procura di Pavia, con l’obiettivo nemmeno nascosto di bloccare in tutti i modi la sempre più probabile revisione per la condanna di Alberto Stasi.
In questo senso, lo sfogo dell’ottimo avvocato De Rensis, che pubblicamente non risulta abbia mai espresso dubbi circa l’estraneità di Stefania Cappa nella morte della sua povera cugina, mi è sembrato più che giustificato. Se qualcuno in generale pensa di poter avvelenare i pozzi di una indagine portata avanti a 360 gradi rischia, a mio modesto parere, di farla contro vento, per concludere con una metafora elegante.
Claudio Romiti, 6 settembre 2026
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