In merito al caso di Garlasco, mentre la difesa di Alberto Stasi sembra prossima a presentare una richiesta di revisione della condanna del suo assistito, la posizione dell’ex Procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, è stata finalmente archiviata. In questo caso, sapere che il magistrato è stato considerato estraneo alla contestata corruzione riguardante la prima indagine del 2016/17 a carico di Andrea Sempio non può che rincuorarci.
Tuttavia, in merito ai suoi ricorsi, tutti andati a buon fine, onde impedire che la Procura di Brescia potesse analizzare i suoi dispositivi informatici, credo che molti cittadini avrebbero preferito che essi fossero consegnati spontaneamente dal magistrato, così da fugare nei soliti complottisti ogni residuo dubbio circa la sua integrità professionale.
D’altro canto, è doveroso segnalare alcuni aspetti della citata indagine che hanno comunque suscitato alcune critiche ben fondate, a partire dalla rapidità con la quel essa venne archiviata.
Inoltre, malgrado la consulenza genetica di Pasquale Linarello sul Dna, attualmente in gran parte confermata dalla perizia Albani, fu decisamente sottovaluta. In particolare, ancora oggi stupisce la decisione dei Pubblici ministeri di ascoltare esclusivamente il professor Francesco De Stefano, che per la cronaca era l’autore della perizia durante l’Appello-bis, con la quale quest’ultimo non escluse che la traccia di Dna fosse di Stasi. Eventualità categoricamente negata nella nuova perizia.
Insomma, la scelta di, come si suol dire, chiedere all’oste quanto sia buono il suo vino, evitando di interpellare altri studiosi, non è parsa una cosa molto azzeccata, visto ciò che sta emergendo nella nuova inchiesta. Infine l’evidente superficialità con la quale furono trascritte le intercettazioni eseguite sull’allora indagato, in cui sparirono moltissimi elementi almeno sospetti, ci fa pensare che i magistrati che si occupavano del caso sia siano fidati a scatola chiusa di ciò che i responsabili preposti della polizia giudiziaria riportarono sui brogliacci.
E legato proprio alla questione dei cd contenenti tali intercettazioni, vi è il reiterato rifiuto – per ben 3 volte e di cui ancora oggi non si comprende la ragione – da parte di Venditti di consegnare tali cd alla difesa del “Biondino dagli occhi di ghiaccio”. Consegna che fu poi eseguita dallo stesso Procuratore aggiunto nel luglio del 2022 semplicemente perché delegato dall’appena insediato Procuratore capo Fabio Napoleone.
Insomma, ribadendo un certa soddisfazione nell’apprendere che il magistrato campano è come la moglie di Cesare, al di là di ogni sospetto, avremmo preferito, anche nell’interesse di Andrea Sempio – che dobbiamo considerare non colpevole fino a prova contraria – , che l’indagine del 2017 fosse stata un tantino meno approssimativa.
Claudio Romiti, 19 settembre 2026
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