
Alcuni giorni orsono, intervistato da una inviata di Quarto Grado, in onda su Rete4, l’ex procuratore Venditti ha voluto smentire quanto sostenuto dai legali di Alberto Stasi, i quali hanno sempre detto che lo stesso Venditti ha negato più volte la consegna dei controversi audio relativi alle intercettazione legate all’indagine su Sempio del 2017. E lo ha fatto mostrando le carte con cui si autorizza la consegna degli audio firmata da lui stesso.
Ora, il problema, perché c’è un problema in tutta questa faccenda, è che se così stanno le cose non si comprende perché ci siano volute ben 5 istanze da parte dei legali del condannato per riuscire ad avere copia di questi atti giudiziari. In estrema sintesi, questi sono i fatti che, con tanto di carte ufficiali mostrate dalla stessa nel corso della puntata del 2 dicembre di Ore 14, ha riepilogato Giada Bocellari, storico avvocato del “biondino dagli occhi di ghiaccio”: il collegio difensivo dell’epoca, siamo nel 2017, di cui ancora non faceva parte Antonio De Rensis, presenta una prima istanza in base all’articolo 116 del Cpp, che consente il rilascio degli atti a chiunque ne abbia interesse, successivamente all’archiviazione dell’indagine su Andrea Sempio. Ma, per evitare un eccessivo esborso, vengono richiesti solo i brogliacci delle intercettazioni, riservandosi la possibilità di avanzare ulteriore richiesta per i dispositivi audio. Ciò, come ha spiegato la Bocellari, era pacifico in quanto una volta essere stati autorizzati, sarebbe stato possibile ottenere ulteriori integrazioni.
Dopo alcune settimane, incuriositi dai molti omissis presenti nei citati brogliacci, i legali di Stasi, su indicazione della segreteria della procura, presentano una nuova istanza sempre ex art. 116. Ma a questo punto la richiesta viene inaspettatamente rigettata dal procuratore Venditti, adducendo il fatto che non era possibile far accedere agli atti gli avvocati di una persona offesa, cosa che ovviamente Stasi non era, visto che già si trovava in carcere a scontare la sua condanna.
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Dopodiché, contestando le motivazioni, i legali ripresentano una terza istanza, ribadendo che il loro cliente non fosse persona offesa, ma persona interessata agli atti. In questo passaggio il procuratore aggiunto non risponde, lasciando praticamente cadere la cosa. Arriviamo all’inizio del 2018, con la reiterazione di una quarta istanza, ancora più argomentata, e questa volta Venditti risponde in modo inaspettato, almeno secondo il parere della stessa Bocellari. Egli rigetta nuovamente l’istanza e, partendo dal precedente rigetto, considera inammissibile anche la primissima istanza, richiedendo di conseguenza indietro le carte consegnate all’inizio.
Ma allora, si chiederanno i nostri pazienti lettori, come mai nel 2022, ovvero dopo oltre 4 anni dall’ultimo rigetto, Venditti consegna i famosi audio della discordia? Semplice, lo ha spiegato lo stesso ex procuratore – anche perché la verità stava già cominciando a circolare su alcune emittenti televisive da qualche giorno -, è stato il nuovo procuratore capo di Pavia, Fabio Napoleone, che lo ha semplicemente delegato per la consegna degli atti in oggetto. Atti che in questo frangente erano stati richiesti brevi manu dall’avvocato De Rensis a Napoleone.
Quindi, oltre al fatto che mi sembra evidente che Venditti non poteva certo mettersi di traverso al procuratore capo, bisognerebbe porsi almeno due domande: in primis, se è stato così semplice ottenere questi famosi audio (sembra che De Rensis non abbia specificato alcun motivo nella sua nuova richiesta), per quale oscura ragione per ben tre volte gli avvocati di Stasi ottennero un rifiuto? In secondo luogo, se nessuno in questa vicenda ha niente da nascondere, come mai gli stessi audio contengono omissioni abbastanza inspiegabili, ad essere buoni, le cui trascrizioni, come ha sostenuto il carabiniere che le realizzò, vennero richieste in fretta e furia dallo stesso Venditti o, per suo conto, dall’allora responsabile della polizia giudiziaria di Pavia, Silvio Sapone?
Sempre partendo dal principio costituzionale secondo il quale tutti sono innocenti fino a prova contraria, si spera che prima o poi tutti questi misteri possano essere svelati, soprattutto perché in galera da oltre 10 anni c’è un uomo che potrebbe essere stato condannato ingiustamente.
Claudio Romiti, 4 dicembre 2025
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