Garlasco, la verità di papà Sempio: “I 20-30 euro? Ecco cosa sono”

I genitori di Andrea dai pm per 7 ore. Indagato l'ex procuratore Venditti, che nega tutto. E la famiglia da una spiegazione per quel pizzino

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papà andrea sempio

Adesso parla il papà di Andrea Sempio, sentito insieme alla moglie per 7 ore dagli inquirenti di Pavia, dopo la perquisizione delle loro abitazioni e l’indagine ai danni dell’ex procuratore Mario Venditti, il pm che ai tempi archiviò per due volte (2017 e 2020) l’ex amico del fratello di Chiara Poggi. L’accusa è di corruzione in atti giudiziari per aver ricevuto una somma di denaro in cambio dell’archiviazione del fascicolo su Sempio.

Al centro delle accuse c’è un appunto trovato nella casa dei genitori di Sempio durante una perquisizione effettuata nel maggio 2025. Il biglietto riportava la scritta “Venditti gip archivia x 20. 30 Eur“, facendo ipotizzare agli inquirenti un possibile pagamento per influenzare l’archiviazione del caso. Scrive la Procura che dal bloc notes “emergerebbe che agli inizi del mese di febbraio 2017 – e dunque in concomitanza con le indagini conseguenti alla prima iscrizione dello stesso nel registro […] fosse stata preposta o comunque ipotizzata la corresponsione al procuratore aggiunto Venditti Mario di una somma di denaro correlata alla archiviazione del procedimento”. Venditti ha negato ogni addebito, definendo l’intera vicenda offensiva sia per la sua carriera di magistrato, durata oltre 45 anni, che per la sua persona.

E anche il padre di Sempio nega tutto, alle telecamere di Quarto Grado. “Era un pizzino che ho scritto, mi ricordo di averlo scritto, adesso i 20-30 euro non hanno significato, sono 20 o 30 euro, capire adesso dopo tanti anni a cosa servivano diventava difficile”, ha spiegato Giuseppe Sempio durante l’intervista in tv. “A dire un motivo non me lo ricordavo, poi mi è stato detto che forse erano soldi per le marche da bollo o forse soldi da dare agli avvocati per prelevare dei documenti per fare il loro iter, roba di avvocatura, dipendevamo dai nostri avvocati”, ha aggiunto l’uomo.

Le posizioni dei coinvolti

Andrea Sempio, allora archiviato nel 2017 e nuovamente indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, è stato difeso dal suo avvocato, Angela Taccia. Ieri l’avvocato ha affermato: “Andrea non è coinvolto e questa storia delle tangenti è del tutto infondata”. Sempio, che ha appreso degli sviluppi recenti, ha dichiarato di voler chiarire ogni aspetto della vicenda.

Anche Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, si è espressa in modo deciso, definendo le accuse contro la sua famiglia come “emerite schifezze”. Durante un’intervista, ha detto: “Non possiamo continuare a vivere sotto accuse infondate senza prove certe. Siamo stanchi che ogni giorno vengano riportate nuove svolte nella vicenda”. Poi ha aggiungo: “Possiamo dire una cosa sia io che mio marito, il dottor Venditti noi l’abbiamo visto una volta sola a Pavia quando siamo stati chiamati nel 2017 e basta, non lo conosciamo personalmente e nessuno della famiglia Sempio ha mai dato una lira al dottor Venditti”. E ancora: “Anche tutte le accuse che vengono fatte contro di lui per quanto riguarda la famiglia Sempio sono delle emerite schifezze”, ha proseguito, spiegando di essere “stanca di sentire tutto quello che viene detto adesso. Mi fa schifo che delle intercettazioni di una famiglia che sta parlando dei cavoli suoi in macchina vengano rese pubbliche“.

Il contesto del biglietto incriminato

Il legale di Mario Venditti, Domenico Aiello, ha definito priva di fondamento l’intera vicenda e ha sottolineato che il documento viene interpretato in modo errato. Aiello ha anche chiesto al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, di inviare ispettori al Tribunale di Pavia per valutare la gestione del caso, criticando aspramente come vengano spesi i fondi pubblici in questa indagine.

Il ruolo dell’ex procuratore Mario Venditti

Mario Venditti, che ha archiviato per due volte l’inchiesta su Andrea Sempio, ha ribadito la correttezza del suo operato. “Non ho mai preso soldi da nessuno. Nessuno potrà ridarmi la dignità che mi è stata tolta oggi”, ha dichiarato. Venditti ha sottolineato che l’archiviazione del 2017 fu una decisione basata sull’inidoneità delle prove scientifiche, ritenute inutili dagli esperti.

Secondo Venditti, l’indagine fu archiviata in quanto si trattava di una “causa vuota” e priva di elementi probatori concreti. Nel corso della sua lunga carriera, ha collaborato con le autorità per garantire che la giustizia venisse applicata correttamente.

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