Giovedì pomeriggio si è appreso che probabilmente la criminologa Roberta Bruzzone non avrebbe partecipato alla puntata serale di Ore14, condotta su Rai2 da Milo Infante. Tant’è che, alcune ore prima del programma, l’ottima Rita Cavallaro, che sta svolgendo da tempo una approfondita indagine giornalistica sul caso di Garlasco, ha pubblicato il seguente post su Facebook: “È giallo sulla partecipazione di Roberta Bruzzone al serale del programma di Milo Infante, che andrà in onda dalle 21.20 su Rai2. Io comunque ci sono e vi aspetto.”
Il giorno successivo la criminologa ha divulgato sui social un messaggio piuttosto drastico in cui sembra dare l’addio alla sua partecipazione al programma di Rai2. “Scelte doverose – ha puntualizzato la Bruzzone -. Voglio concentrarmi su informazioni e analisi serie. Voglio impegnarmi in spazi dove ho il pieno controllo dei contenuti”. Tutto ciò, tradotto per noi comuni mortali, significa che se non ci si allinea pedissequamente sulle sue dotte spiegazioni, concedendole lo scettro della verità, non si è seri.
Ma vediamo, In particolare, cosa è accaduto durante la versione pomeridiana dello stesso talk show, in cui la Bruzzone si è resa protagonista di un acceso confronto con lo stesso conduttore, il quale ha ribattuto punto per punto alle sue ardite considerazioni, mettendo letteralmente alla berlina la criminologa ligure.
Sul tema del momento, ovvero l’attribuzione da parte del perito del Tribunale, Denise Albani, del contestato Dna rinvenuto sulle unghie della povera Chiara Poggi alla linea paterna di Andrea Sempio, attuale indagato per l’efferato crimine. Bene, dopo aver espresso una lunga e piuttosto arzigogolata spiegazione di ciò che avrebbe effettivamente certificato la genetista del Tribunale – spiegazione che non sembra aver convinto tutti i presenti, Infante compreso – , la giornalista e scrittrice Candida Morvillo ha chiesto “alla criminologa Bruzzone” se ella ritenesse plausibile che sul corpo della fidanzata di Stasi non fosse stato ritrovato alcuna traccia di quest’ultimo, con il quale si era vista il giorno precedente per molte ore, utilizzando gli stessi strumenti informatici, mentre vi sarebbe quello di un ragazzo che non frequentava la sua casa da circa due settimane.
Ebbene, la Bruzzone, con la sua consueta aggressività intellettuale, premettendo che questa è materia esclusiva per gli specialisti, ha dichiarato che la cosa potrebbe tranquillamente verificarsi, aggiungendo che nessuno può dimostrare che i due fidanzati abbiano comunque avuto un qualunque contatto fisico in quel frangente.
A questo punto, al conduttore è scappato il piede dalla frizione, lasciandosi andare ad una battuta che a mio avviso, al di là di qualsiasi altra considerazione di natura logica, ha fatto concorrenza alla satira di un Maurizio Crozza qualsiasi, paragonando lo scenario immaginato dalla Bruzzone ad una scena da antologia del famoso Frankestein Junior, diretto dal grande Mel Broks, in cui il protagonista, nell’accomiatarsi dalla la fidanzata, ossessionata dal timore che un qualsiasi contatto le possa rovinare il look, è costretto salutarla dandole il gomito.
Ora, è possibile che la stessa Bruzzone si sia talmente arrabbiata per l’esilarante siparietto, in cui è stato fin troppo evidente il suo maldestro tentativo di arrampicarsi sugli specchi, tanto da decidere di dare forfait ad un appuntamento che l’ha vista assumere il ruolo di oracolo dei fatti criminali.
D’altro canto, e ciò aggiungerebbe un elemento alla sua da sempre granitica convinzione circa la colpevolezza di Alberto Stasi, in questi giorni è uscita una nuova edizione di Delitti allo Specchio, edito da Mursia, che la criminologa ha scritto insieme a Valentina Magrin, in cui la stessa spiega che la Cassazione avrebbe fugato ogni ragionevole dubbio sulla reità del “biondino dagli occhi di ghiaccio”.
Considerando anche che la nostra eroina, forse un tantino puntigliosa, divulga il contenuto del suo libro in molti teatri italiani, se dovesse avverarsi ciò che in molti ritengono più che plausibile, senza necessariamente trovare per forza un altro colpevole, cioè che c’è da oltre dieci anni un innocente in carcere, il contraccolpo professionale per la Bruzzone sarebbe mediaticamente quasi fatale.
Claudio Romiti, 29 novembre 2025
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Da oggi puoi seguire Nicolaporro.it su Google visitando questa pagina e cliccando ‘Segui su Google“


