Commenti all'articolo Gay, pedofili e le sconcertanti statistiche Istat: i dolori della Chiesa di Bergoglio

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Corrado rubeo
Corrado rubeo
10 Settembre 2018 18:05

Viganó ha fatto e detto quello che andava fatto è detto da tempo. Almeno da quando Bergoglio col suo “chi sono io per giudicare” sdoganasse il relativismo combattuto da Benedetto XVI e da Giovanni Paolo II. Bergoglio, il politico Bergoglio, il populista Bergoglio che crede di potersi occupare di attualità e non di fede, mettendosi in concorrenza coi politici, ha iniziato a creare questa situazione dal suo primo affacciarsi su piazza San Pietro. Speriamo nel prossimo

andrae
andrae
10 Settembre 2018 12:17

Quando prospetti ad un uomo una vita senza sesso, senza famiglia ecc.. e questi accetta…

1) ha seri disturbi mentali nella sfera sessuale/emotiva che vuole risolvere
2) Se è sano , sicuramente gli verranno dei disturbi mentali nella sfera sessuale/affettiva

fatte queste premesse è normale trovare tale porcume tra preti , vescovi e quant’altro .
Non è un caso, non è il demonio … è statistica!

gpl_srl@yahoo.it
gpl_srl@yahoo.it
10 Settembre 2018 8:46

inutile chiedere scusa se non si è poi in grado di definire soluzioni ad un problema che coinvolge oramai anche parte del vaticano: il celibato comporta questo male e col male , questo enorme problema , comporta la crescita a dismisura del fenomeno di quei “gay” che di certo non possono far parte della schiera di coloro che dovrebbero andare e moltiplicarsi se non che la frase sia da interpretarsi in modo completamente diverso: i figli comunque sono fatti ancora dalle mamme e rimangono figli e non stronzi fatti da uomini oggetti fin da piccoli di sopprusi e da una educazione degna solo di quella gomorra che di certo non puo vantare una tradizione popolare degna di una civiltà cosciente e progredita

Andrea Salvadore
Andrea Salvadore
9 Settembre 2018 17:55

I dilori di un papa non sono niente a confronto dei dolori che la tropi membri della chiesa hanno inflitto a bambini a giovani ead adulti. Che si combattano fra di loro per ragioni terrene non é differente da quando si combattevano senza pietá per arzigogoli teologici. La radce del male sta nella predica sbagliata che esalta umltá, cioé obbedienza cieca, povertá, castitá, tutte virtú antiumane, e sopratutto il dover accettare una serie di dogma irrazionali ed impossibili. Non per niente venne la rivoluzione dell’illustrazione, una organizzazione di predoni rapaci e pretenziosi non ha futuro. Deve cambiare, umanizzarsi vivere tra la gente con la gente e non in palazzi dorati ed ambienti lussuosi. Il papa farebbe bene a pregare, se serve a qualche cosa, non dall’alta finestra del suo palazzo coll¡Angelus ogni giorno, che come ogni azione ripetitiva é pura meccanica sciamanica, ma recitare il mea culpa fra il semplice popolo come San Francesco di cui ha usurpato il nome.