Gaza, Trump firma l’accordo di pace: “Hamas forza di polizia temporanea”

I 20 ostaggi israeliani sono tornati a casa. A Sharm il patto siglato da Usa e Paesi Arabi

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A Sharm el-Sheikh, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un accordo di pace storico per il conflitto tra Israele e Hamas. Il documento prevede il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e la liberazione degli ostaggi detenuti da Hamas. In cambio, Israele ha rilasciato circa 1.968 prigionieri palestinesi, inclusi 250 ergastolani. L’accordo è stato accolto con un lungo applauso da oltre 20 leader internazionali presenti al vertice.

I protagonisti del summit

Oltre a Donald Trump, tra i principali firmatari dell’intesa c’erano il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani. Al-Sisi, che ha co-presieduto il vertice, ha definito l’accordo “una pietra miliare storica” e ha sottolineato la necessità di garantire aiuti umanitari e avviare la ricostruzione della Striscia di Gaza. Erdogan, dal canto suo, è stato elogiato da Trump come “un tipo tosto” per il suo impegno nella mediazione.

La liberazione degli ostaggi

L’intesa raggiunta a Sharm el-Sheikh ha portato al rilascio degli ultimi 20 ostaggi ancora in mano a Hamas, tra i quali era compresa anche la restituzione di corpi di vittime. Le operazioni di scambio sono avvenute tra Gaza, Gerusalemme Est e Cisgiordania. Secondo quanto comunicato dal servizio penitenziario israeliano, i detenuti palestinesi rilasciati sono stati trasferiti anche in Egitto, oltre che nei territori della Cisgiordania e nella Striscia stessa.

Meloni e la sua partecipazione al vertice

Tra i leader presenti a Sharm el-Sheikh spiccava Giorgia Meloni, presidente del Consiglio italiana, unica donna sul palco durante la foto ufficiale del summit. Trump, nel suo intervento, ha definito Meloni una “leader molto forte” e l’ha elogiata per il lavoro svolto. La premier italiana ha ribadito l’impegno dell’Italia nel contribuire alla ricostruzione di Gaza tramite un quadro di pace basato sulla soluzione dei due Stati.

Dichiarazioni e clima al vertice

“Finalmente abbiamo la pace in Medio Oriente”, è stato il commento di Trump durante la cerimonia della firma. Il presidente americano ha descritto l’accordo come “il giorno per cui milioni di persone in questa regione hanno pregato e sperato”. Ha inoltre scherzato con i leader presenti, compreso il presidente francese Emmanuel Macron.

Prospettive di stabilità e ricostruzione

Nella stessa giornata, il presidente egiziano al-Sisi ha preannunciato una conferenza al Cairo, fissata per novembre, con l’obiettivo di promuovere la ricostruzione di Gaza e riportare stabilità nella regione. Al vertice di Sharm el-Sheikh è stato discusso anche il ruolo di Hamas, che per un periodo limitato fungerà da forza di polizia nella Striscia, in base alle tempistiche concordate nell’accordo. Un giornalista ha infatti chiesto al presidente quale fosse il suo pensiero in merito a questa ipotesi: “Abbiamo dato loro l’approvazione per un periodo di tempo”, ha detto il presidente Usa. “Vogliono porre fine ai problemi e lo hanno detto apertamente, e abbiamo dato loro l’approvazione per un periodo di tempo. Penso che andrà tutto bene”.

Un vertice di portata internazionale

Con oltre 30 leader partecipanti e la presenza di 232 giornalisti accreditati, il summit di Sharm el-Sheikh ha unito rappresentanti di Paesi chiave e mediatori del conflitto. Assente il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ufficialmente a causa di festività religiose, ma l’incontro ha comunque gettato le basi per un futuro all’insegna del dialogo, come sottolineato dal presidente al-Sisi: “Questo accordo non è solo tra governi, ma tra popoli”.

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