
Negli ultimi giorni, un video che riprende la premier Giorgia Meloni mentre risponde a una domanda riguardante il “genocidio palestinese” ha scatenato un acceso dibattito in Italia. Il fatto è avvenuto il 6 agosto 2025 all’uscita del concerto della band K-pop Blackpink, tenutosi all’Ippodromo Snai La Maura di Milano. Meloni era accompagnata dalla figlia Ginevra. Ad attenderla c’erano alcuni attivisti di Palestina Libera, che le hanno posto una domanda diretta su Gaza, con le telecamere pronte a registrare ogni parola.
La domanda dell’attivista e la risposta della premier
Un militante ha avvicinato Giorgia Meloni chiedendole: “Come madre, una parola per il genocidio palestinese?”. Meloni ha risposto: “Io lavoro ogni giorno sul genocidio palestinese, siamo la nazione al mondo che ha liberato più bambini. Se fosse preparato lo saprebbe, perché la pace non si fa così”. Lo scambio è stato rapido e piuttosto acceso. Poco dopo, l’attivista l’ha interrogata sull’invio di armi italiane verso Israele. La premier ha replicato: “Ma quali armi, studi”. Queste frasi, condivise su Instagram dalla rete Palestina Libera e da altri utenti, hanno fatto il giro del web nel giro di pochi minuti. A guardare attentamente il video, tuttavia, che Meloni intendesse solo rispondere provocatoriamente ad una domanda posta evidentemente in maniera a sua volta provocatoria.
Polemiche immediate e reazioni dalle opposizioni
La diffusione del video ha subito portato a reazioni forti dal mondo politico. Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, ha dichiarato: “È la prima volta che Giorgia Meloni ammette pubblicamente che il genocidio a Gaza esiste ed è in corso. E allora, perché non fa nulla per fermarlo?”. Bonelli ha sostenuto che il governo “continua a cooperare militarmente con Israele” e ha invitato Meloni a “portare Netanyahu davanti alla Corte Penale Internazionale”. Anche Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, è tornata sul tema delle armi: “La premier Meloni ha detto che è prematuro riconoscere uno Stato di Palestina, ma prematuro cosa? Rischia di non esserci più niente da riconoscere”. Schlein ha chiesto “sanzioni” contro Israele e “un embargo totale delle armi”.
La posizione della premier e il contesto delle dichiarazioni
Le frasi della premier sono state interpretate dagli attivisti come un riconoscimento pubblico dell’esistenza di un genocidio in Palestina. Tuttavia, la risposta di Meloni è arrivata in modo repentino mentre lasciava il concerto, con poche parole e senza ulteriori spiegazioni. In questi giorni, infatti, Meloni ha chiarito in altre occasioni che il governo italiano non riconoscerà uno Stato palestinese in questa fase: occorre, secondo lei, un cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi prima di qualsiasi passo diplomatico. Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, ha ribadito che la posizione dell’esecutivo rimane ferma sulla necessità dell’uscita di scena di Hamas.
L’Italia e gli aiuti umanitari ai bambini di Gaza
Meloni, nell’occasione del video, ha sottolineato che l’Italia “ha liberato più bambini di ogni altro Paese” e che si tratta della “nazione al mondo che ha aiutato più bambini”. In questi giorni, Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, ha ricordato che l’Italia ha accolto il maggior numero di rifugiati da Gaza, con decine di bambini ricoverati negli ospedali pediatrici italiani. Tajani ha aggiunto che stanno per arrivare altre cinquanta persone e che centinaia di tonnellate di generi alimentari sono state già inviate, in parte in collaborazione con la Giordania e con il World Food Program.
Dubbi sui video e sulla natura delle dichiarazioni
Dopo la pubblicazione del video, alcune persone hanno espresso dubbi sull’autenticità delle immagini. Sono state fatte verifiche sui dettagli, come il look di Meloni, confrontato con quello descritto nei resoconti della serata. Non emergono elementi che facciano pensare a un video artefatto. La risposta della premier nel filmato è breve e data mentre si allontana dalla zona per ragioni di sicurezza, senza che sia seguita da chiarimenti ufficiali o nuove dichiarazioni pubbliche dall’esecutivo.
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