Caffè avvelenato

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Giuseppi contro Conte

Ogni giorno un po' di veleno sulle cose del mondo

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Qui al bar sono tutti scafati: sanno che in politica non sempre paga la coerenza e sono abituati da decenni a vedere leader di partito affermare tutto e il suo contrario. Così, è poco più di un divertissement, in un giorno in cui finalmente sembra che almeno una guerra sia terminata, lo scambio di impressioni sul grande arrampicatore della politica italiana.

Ma Giuseppe Conte, che ieri era in Olanda a manifestare contro il riarmo, è lo stesso Giuseppe Conte che, quando ancora era in maggioranza, ai tempi del governo di Mario Draghi, il quale gli era subentrato a Palazzo Chigi, votava a favore del primo decreto Ucraina, che copriva per un anno l’invio di materiali bellici al Paese invaso da Vladimir Putin? Oppure quello era “Giuseppi”, l’uomo lodato da Donald Trump sui social mentre – ai tempi del suo primo governo – emissari americani bazzicavano Roma in cerca di prove di un complotto che dall’Italia portava al Russiagate? E il Giuseppe Conte che non vuole spendere soldi per la Difesa, bensì per scuole e ospedali, è lo stesso Giuseppe Conte che firmò l’impegno a stanziare il 2% del Pil italiano nella Difesa? O quello era ancora Giuseppi, il pupillo del tycoon che già dal 2017 sbraitava contro gli alleati europei sui contributi alla Nato?

“Ci manca solo”, scherza un cliente intento a mordere la sua bomba (alla crema!), “che vada a manifestare contro i dpcm…”. Già. Ma quello dei lockdown era Conte o Giuseppi?

Il Barista, 25 giugno 2025

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