
Noi siamo convinti che cambiare idea, soprattutto a distanza di molti anni, sia legittimo. Il mondo cambia. La vita cambia. E anche le posizioni sulla riforma della giustizia, la separazione delle carriere e tutto il resto. Anche perché accade a destra come a sinistra. Però tra i primi e mettere nel mirino gli attuali favorevoli, mostrando loro vecchi documenti o dichiarazioni in cui si dicevano contrari, sono stati proprio quelli che oggi si battono contro la riforma. L’Anm l’ha fatto con Nordio, ripescando un documento degli anni ’90. L’ha fatto Corrado Formigli, nella sua trasmissione tirando in mezzo La Russa e Cirielli. Allora, almeno per completezza d’informazione bisogna far vedere che anche gli attuali promoter del NO ieri dicevano l’esatto contrario. Con una aggravante: che oggi paventano chissà quale pericolo per la democrazia mentre ieri lo consideravano tutto sommato fattibile.
La Fondazione Luigi Einaudi ha diffuso un video che raccoglie dichiarazioni passate di diversi politici e magistrati favorevoli alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, mostrando come molti di loro oggi si schierino invece contro la riforma che sarà sottoposta a referendum.
Nel video compaiono Riccardo Magi (+Europa), Matteo Renzi (Italia Viva), Debora Serracchiani (PD), Nicola Gratteri e Luigi De Magistris: tutti in passato avevano espresso sostegno a una netta distinzione tra funzioni giudicanti e requirenti. Oggi, però, le loro posizioni sono cambiate.
- Riccardo Magi, che un tempo definiva la separazione delle carriere «irrinunciabile», ora critica la riforma considerandola «inutile e vendicativa», pur ribadendo in astratto che il principio sarebbe giusto.
- Matteo Renzi, che nel 2023 sosteneva apertamente la riforma, in Parlamento si è poi astenuto, definendola una «bandierina» priva di effetti concreti.
- Debora Serracchiani, oggi in prima linea per il No, nel 2019 aveva firmato una mozione che giudicava la separazione delle carriere “ineludibile” per garantire l’imparzialità del giudice.
- Nicola Gratteri, ora sostenitore del No, ricordava nel 2021 che il sorteggio al Csm e la separazione delle carriere potevano ridurre il potere delle correnti.
- Luigi De Magistris, oggi contrario, in passato dichiarava necessario distinguere le carriere “garantendo autonomia e indipendenza del Pm”.
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